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Si ricordano meglio gli appunti su carta o su computer?

14-giugno-2019

Capita sempre più spesso di vedere persone che prendono appunti direttamente su computer portatile piuttosto che con carta e penna. Succede a riunioni, conferenze, lezioni ecc. Al di là del ticchettio che questo produce, che in certi casi (se sono in troppi a farlo) arriva a livelli fastidiosi, ci si potrebbe chiedere se questa pratica abbia degli effetti sulla quantità di cose che si riesce poi a ricordare, alla fine dell’evento o a giorni di distanza. Come abbiamo visto di recente, il modo migliore per ricordare qualcosa è fare un disegno, ma non sempre si può applicare questa strategia, soprattutto se le informazioni da segnare sono molte. Maggy McGoil ha parlato dell’argomento sulla Harvard Business Review, citando uno studio del 2014 dei ricercatori Pam A. Mueller e Daniel M. Oppenheimer.

Prendere appunti non è trascrivere parola per parola

Una delle cose di cui si sono accorti i due scienziati è che per i partecipanti all’esperimento (diviso in tre diverse fasi) lo strumento con cui prendevano appunti influiva anche sul modo in cui lo facevano. Nel primo test si è chiesto ai volontari di assistere a una lezione e prendere nota dei contenuti nella maniera in cui erano soliti farlo (al computer o su carta, appunto). Si è notato che chi prendeva appunti al computer tendeva a scrivere di più, spesso riprendendo parola per parola frammenti dei contenuti della lezione. Al contrario, chi scriveva a penna tendeva a schematizzare e sintetizzare maggiormente i concetti. I ricercatori hanno ipotizzato che questa differenza avesse degli effetti sulla quantità di informazioni ricordate. In effetti, interrogati su quanto ricordavano della lezione, chi aveva scritto a mano tendeva a ottenere risultati migliori.

È difficile cambiare attitudine

Mueller e Oppenheimer hanno quindi proposto a coloro che prendevano appunti sul computer di partecipare a un altro test, stavolta chiedendo loro di non trascrivere parola per parola, ma di provare a usare parole proprie per annotare i concetti principali. L’indicazione non ha avuto particolari effetti: i partecipanti hanno continuato a prendere appunti nello stesso modo.

Studiare sugli appunti

Un’ulteriore ipotesi degli studiosi è stata che la maggiore quantità di materiale scritto potesse aiutare la memoria nel momento in cui, a distanza di tempo, si tornasse a riguardare gli appunti per prepararsi a un test. Nei precedenti, la memoria veniva testata al termine della lezione. Nell’ultimo esperimento, invece, in cui ognuno ha potuto prendere appunti come preferiva (come nel primo), i volontari sono stati richiamati a distanza di una settimana e si è dato loro del tempo (10 minuti) per rileggere i propri appunti prima di sottoporsi a un test di memoria. Anche in questo caso sono andati meglio quelli che avevano usato carta e penna. Un po’ come per il disegno, dunque, l’atto di scrivere su carta (meno parole, più sintesi) probabilmente impegna una quota maggiore delle nostre risorse mentali, e dunque le cose annotate in questo modo hanno più probabilità di fissarsi nella memoria ed essere ricordate a distanza di tempo. Non è detto però che si debba abbandonare l’uso del computer per prendere appunti. Dipende piuttosto dal contesto: se ci sono molti dati da appuntare, ed è meglio farlo in maniera ordinata, forse il laptop può essere la scelta migliore. In ogni caso, sempre meglio tenere un quaderno e una penna a portata di mano.

(Foto di J. Kelly Brito su Unsplash)

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