Carlo Cottarelli: è arrivato il Gino Bartali della spending review?

28-novembre-2013

Oh, quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Cottarelli: quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita. E i tedeschi ci rispettano, che le balle ancora gli girano, e tu mi fai «Dobbiamo andare al cine», «E al cine, vacci tu».

Perdonateci lo stravolgimento del testo, ma le parole del nuovo commissario per la spending review Carlo Cottarelli (che sostituisce l’inconcludente Enrico Bondi) ci fanno tornare in mente una delle più belle canzoni di Paolo Conte, dedicata a Gino Bartali. Queste le parole di Cottarelli raccolte da Repubblica.it: «Abbiamo battuto la Germania nel calcio per 16 anni, ora possiamo benissimo batterla sul terreno dell’efficienza». Il testo della canzone si adatta fino a un certo punto al personaggio di oggi, visto che proprio la condizione di “uomo solo al comando” è ciò che ha limitato maggiormente l’azione di Bondi. Cottarelli è più propenso a una strategia elaborata in collaborazione con una schiera di 25 gruppi, divisi per capitoli di spesa, e la pubblica amministrazione stessa: «“Creeremo un gruppo di consultazione con le parti sociali che si incontrerà mensilmente” -riporta il Sole 24 Ore, perché la consultazione con le parti sociali è “importantissima”. Il commissario per la spending review, ha auspicato anche il “contributo dell’opinione pubblica” nel quadro di una “maggiore attività di trasparenza”».

Vista con l’occhio smaliziato di tanti politici e giornalisti italiani, l’approccio sembra peccare di ingenuità. C’è per esempio chi lo critica di agire «dimenticando, con l’ottimismo un po’ trullero di certi modi di fare all’americana, che difficilmente i capponi possono essere convinti della festosità del Natale, dove sanno che li aspetta il pentolone». Questi modi di fare, in effetti, Cottarelli non se li è inventati, ma sono conseguenza della carriera internazionale (dal 1988 lavorava per il Fondo monetario internazionale) cui il neo-commissario ha rinunciato per occuparsi della spesa pubblica italiana. Nelle premesse, il profilo di Cottarelli lascia credere che si possa trattare davvero di una persona indipendente e al di sopra delle parti, tornata in Italia un po’ per nostalgia, un po’ perché ha detto di essersi «stancato di stare all’estero e sentire dire da altri che in Italia occorre fare le riforme e non si muove niente. Non è vero, le riforme sono state fatte e sono anche importanti, ma bisogna andare avanti e io sono qui per dare il mio contributo. Il mio periodo lontano dall’Italia mi ha permesso di tornare con un bagaglio di esperienze su quello che fanno altri paesi che hanno affrontato il tema della revisione della spesa». L’obiettivo iniziale è di tagliare la spesa pubblica per un totale di 32 miliardi entro il 2016, ma già per il 2014 e 2015 sono attesi risparmi significativi. Da parte nostra, proponiamo al commissario la lettura di un articolo pubblicato a maggio dell’anno scorso su ZeroNegativo, dove suggerivamo alcune possibili strategie di risparmio per il sistema sangue. Chiudiamo augurando buon lavoro a Cottarelli e al suo team di collaboratori.

E vai che io sto qui e aspetto Cottarelli, scalpitando sui miei sandali. Da quella curva spunterà quel naso triste da italiano allegro, tra i tedeschi che si incazzano e i giornali che svolazzano.

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