database donne esperte

Un database europeo per avere più esperte nei media

11-luglio-2019

Le donne sono ancora largamente sottorappresentate all’interno dei media italiani. Come fa notare Federico Nejrotti su cheFare, un report del 2015rilevava come le donne siano consultate come esperte dai giornalisti solo nel 18 per cento dei casi. Eppure di esperte in ogni campo del sapere e delle professioni ce ne sono eccome. Nel 2016 è nato un database di donne esperte in diversi campi della conoscenza e delle discipline STEM (che comprendono scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Il database si chiama 100esperte ed è curato dall’associazione GiULiA (Giornaliste Unite Libere Autonome), in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia e la Fondazione Bracco.

In realtà il numero di contatti presenti nella banca dati ha superato di molto la soglia di 100, fino quasi ad arrivare al doppio (130 nel mondo STEM, 60 in campo economico). «Ogni voce presente nel database è stata inserita al netto di una serie di rigorosi criteri di selezione – spiega Nejrotti – e, in 2 anni di lavoro, è stato rilevato un aumento dell’1,5 per cento nelle interviste a donne nei giornali italiani e la presenza di oltre 400 nuove interviste (tra media, TV, radio, panel) a esperte donne realizzate grazie alla presenza di 100esperte. Inoltre, 100esperte ha pubblicato anche 2 libri, 100 donne contro gli stereotipi per la scienza e 100 donne contro gli stereotipi per l’economia: testimonianze di vita privata e professionale di esperte italiane ed internazionale nei rispettivi campi».

Il database negli anni continua a crescere e ampliare il raggio di competenze ospitate. All’inizio del 2019, inoltre, si è posto un obiettivo ambizioso: uscire dai confini nazionali e diventare un database europeo. Dalla collaborazione con cheFare nasce così l’idea dello European Network for Women Excellence (ENWE), «un progetto di costruzione di reti, divulgazione e organizzazione di informazioni su scala europea che ambisce a unire gli sforzi di realtà internazionali simili a 100esperte per farli confluire in un database unificato accessibile da tutti». Il progetto ha ottenuto il finanziamento della Open Society Initiative for Europe della Open Society Foundations per un finanziamento, nell’ambito del bando Expanding the Female Talent Pipeline in Europe. Così si prepara a crescere e a diventare sempre di più un punto di riferimento per dare visibilità alle competenze delle donne nei più diversi campi del sapere».

«L’elenco di “100 esperte” è compilato su base volontaria – ha spiegato a Repubblica Luisella Seveso (GiULiA) –, con precisi criteri di selezione condivisi con partner scientifici delle diverse materie, si prefigura di rispettare alcuni principi di base: che le esperte rispondano a domande che dominano l’attualità dei media, ovvero con le proprie competenze incontrino la domanda informativa; che rispecchino la diversità del territorio italiano e siano attente all’alleanza intergenerazionale, cioè promuovano per prime le più voci delle più giovani. E, infine, che siano reperibili, cioè che possano diventare un punto di riferimento stabile per i giornalisti su diverse piattaforme».

(Foto di CoWomen su Unsplash)

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