Expo 2015: la magistratura inaugura il padiglione delle tangenti

13-maggio-2014
Foto di CoffeeGeek

Potremo dire solo alla fine di Expo 2015 quali saranno state le promesse mantenute e quelle mancate, quanto a opportunità di sviluppo offerte. Di sicuro però, possiamo già dire che l’apparato organizzativo della manifestazione non sta deludendo le attese di chi si aspettava che emergessero manovre strane e possibili reati nella sua gestione della macchina. «Con un blitz scattato alle prime luci dell’alba – scriveva l’8 maggio il Sole 24 Ore –, 200 uomini della guardia di finanza e della Dia hanno arrestato il direttore acquisti e pianificazione di Expo 2015 Spa, Angelo Paris, l’ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, l’ex segretario amministrativo della Dc milanese, Gianstefano Frigerio (anche lui ex Forza Italia), l’ex segretario dell’Udc ligure Sergio Cattozzo, l’imprenditore Enrico Maltauro e Primo Greganti, il “compagno G”dell’epoca di Tangentopoli. Agli arresti domiciliari è finito invece Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture lombarde, già coinvolto in un’altra inchiesta alcune settimane fa. Perquisizioni, 80 in tutto, sono ancora in corso in 15 città».

Se sabato scorso è stato inaugurato l’Expo Gate, il doppio padiglione che costituirà uno spazio temporaneo della festa, stiamo vedendo aprirsi parallelamente un Expo-gate di tipo giudiziario e investigativo, che sta portando alla luce quella che dai pm titolari dell’inchiesta è già stata definita la «cupola per condizionare gli appalti». Niente male, a meno di un anno dall’inizio della kermesse. Inutile stupirsi più di tanto quando attorno a un affare grosso come l’Expo si concentra un altrettanto grosso malaffare. Alcuni dettagli rendono però la questione più grave, o meglio più “italiana”; in particolare il fatto che, gira e rigira, ci si trova davanti sempre gli stessi nomi. Gianstefano Frigerio e Primo Greganti, per esempio, sono persone con precedenti penali legate alla stagione di tangentopoli. Il primo è risultato colpevole di aver incassato varie tangenti e su di lui sono state emesse sentenze definitive per i reati di corruzione e concussione, finanziamento illecito ai partiti, finanziamento illecito e ricettazione. Il secondo, anch’egli reduce dall’esperienza dell’inchiesta Mani Pulite, è stato condannato per finanziamenti illeciti raccolti per il Pci-Pds. Ora, è vero che una volta scontata la pena ciascuno torna a essere un cittadino come gli altri, ma ci chiediamo: possibile che chi ha già violato volontariamente la legge per favorire interessi particolari, manovrando cifre di grande entità, non possa essere tenuto ai margini da attività in cui l’Italia, comunque vada, metterà in gioco la propria credibilità in termini di gestione, programmazione e trasparenza?

D’accordo che il carcere (o meglio i servizi sociali, nel caso di Frigerio) dovrebbe riabilitare il condannato, ma su certe questioni chi commette reati va messo in condizione di non nuocere anche quando torna a essere un libro cittadino. Ci sono tante altre attività, lavori, occupazioni che possono svolgere queste persone, lasciando spazio ad altre meno inclini al sotterfugio. Perché non si agisce in questo senso, magari modificando alcune norme del codice penale, invece di lasciare che tutto si svolga senza controllo salvo poi correre a nominare task force e “supermanager” per affidare a un uomo solo ciò che una squadra di persone non ha saputo fare onestamente? «I due “reduci” di tangentopoli trovano in Angelo Paris, direttore generale di Expo 2015, una gallina dalle uova d’oro – scriveva il Sole 24 Ore il 10 maggio a pagina 7 –: l’uomo che può assecondare qualunque desiderio, rivelare notizie riservate, addomesticare e pilotare gli appalti. Insomma, colui che può far vincere le aziende “amiche”. E così tra l’autunno 2013 e l’aprile di quest’anno, Paris diventa il terminale delle pressanti richieste di Frigerio e Greganti. Che gli segnalano nomi e lo mettono in contatto con i manager di aziende e cooperative (nessuno dei quali indagato)». La “vecchia guardia” trova nuovi canali per agire sul mercato nell’ombra. Un vecchio trucco, che a quanto pare funziona sempre. Vedremo come andrà a finire, o meglio a iniziare, visto che il primo maggio 2015 è ancora lontano e tante cose possono succedere.

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