insight selfie da marte

Un selfie da Marte

06-dicembre-2018

A volte verrebbe voglia di essere su Marte, a scattarsi i selfie come i vari aggeggi che la Nasa ha sparso sul pianeta rosso. Scherzi a parte, è difficile immaginare il grado di collaborazione necessario a spedire fin lassù un apparecchio come InSight. Dopo avere attraversato milioni di chilometri facendo lo slalom tra le orbite dei pianeti, è stato in grado di gestire da solo una fase di atterraggio che in pochi minuti l’ha portato da una velocità stellare a un atterraggio morbido e delicato. Il guaio è che, quando si tratta di cose spaziali, generalmente non ci sono i soldi per sviluppare due aggeggi uguali, di cui uno da usare come prototipo. Si fanno tutte le misurazioni, si calcolano tutti i rischi, poi si incrociano le dita e si spinge qualche pulsante. Anni di sforzi e di incessante attività per inseguire un progetto, un sogno, si giocano tutti in una manciata di minuti. Se va bene si stappa lo spumante, altrimenti è meglio avere un piano B per la propria carriera, perché non è detto che i programmi saranno rifinanziati.

In ogni caso, l’invidia per i vari rover a passeggio per Marte viene soprattutto quando si guarda a come vanno le cose da queste parti, e ci si accorge di quanto sia difficile mettersi d’accordo su cose ben più modeste di un viaggio spaziale. Le scale valoriali dentro associazioni e organizzazioni, per esempio. Succede che gruppi di persone decidano di stare assieme per realizzare un obiettivo, un programma, segnare un cambiamento.

Più la posta in gioco è alta, più complesse si fanno l’organizzazione e le sue regole. Ciò che in un ambiente semplice si può affidare a pratiche condivise, alla consuetudine, in un ambiente complesso viene regolato e normato. Ma attenzione, è una questione procedurale: i principi di base sono e restano gli stessi, nel semplice come nel complesso. Si tratta solo di decidere come vogliamo interpretare i concetti di giustizia, correttezza, lealtà, equilibrio, ecc. È il meccanismo che cambia, non l’obiettivo. Ed è sul meccanismo che ci si può e deve confrontare. Ogni organizzazione o associazione può decidere di dotarsi di organi giuridici interni, che agiscono nel caso in cui non ci si riesca a mettere d’accordo attraverso il dialogo. Se ci sono degli illeciti si passerà alla giurisdizione vera e propria, ma è un altro discorso. In ogni caso, qualunque sia l’organo giudicante, la sua azione e le sue sentenze vanno rispettate con altrettanta solerzia. Perché, al di là della cogenza delle sue decisioni, mettendo in dubbio la sentenza si mette in dubbio il patto organizzativo che ha portato alla nascita di un organo giudicante.

In altre parole: se saltano i meccanismi (perché qualcuno si pone al di sopra, al di là, o semplicemente mostra uno scarso rispetto) allora salta il collante che ha tenuto assieme quelle persone fino a quel momento. Peggio: si mette in dubbio anche il passato, la storia comune. I meccanismi interni sono anche un incentivo verso chi sta fuori da quella organizzazione e sta valutandi di entrarci. L’affiliazione non è un atto dovuto, gratuito, automatico. Chi entra lo fa perché sa che ci sono dei documenti, degli statuti, un codice interno. Strumenti che sanciscono la superiorità di ciò che è scritto rispetto alle pretese e alle bizze dei singoli. Ma se chi sta fuori ha la percezione che siano queste ultime a prevalere, l’effetto incentivo svanisce. Se chi sta (o stava) al vertice di un grande progetto lascia intendere che le vicende personali sono più importanti del patto associativo, l’aspirante affiliato penserà forse di restare fuori, affiliarsi altrove, o non affiliarsi affatto e dare vita a un nuovo progetto, più fresco e autentico.

Sono concetti che valgono in tanti contesti, e su cui siamo tornati più volte, con un registro talvolta giocoso, leggero, ma consapevoli dell’importanza di saper vedere e interpretare certi fenomeni. Ecco perché pensiamo a InSight e alle sue attività social: realizzare una piattaforma in grado di studiare la superficie di un pianeta dev’essere un’esperienza elettrizzante, e impossibile da realizzare se gli obiettivi comuni non vengono messi al primo posto, oltre qualsiasi spaccatura interna. E se non altro, da lassù InSight avrà così tanto da fare che sarà totalmente indifferente alle nostre piccole miserie.

Foto: NASA/JPL-Caltech

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