lavorare troppo rischio ictus

Lavorare troppo aumenta il rischio di ictus

05-luglio-2019

di Federico Caruso

Passare lunghe giornate lavorative, protratte per un lungo periodo di tempo, aumenta sensibilmente il rischio di ictus. Lo ha rilevato uno studio pubblicato di recente sulla rivista Stroke. Il parametro di riferimento sono le giornate di lavoro che vanno oltre le dieci ore, che si presentino per più di 50 giorni all’anno. Il rischio aumenta se questo regime di alti livelli lavorativi è mantenuto a lungo nel tempo (oltre i 10 anni nello studio).

Chi rischia di più

Come mostra la tabella contenuta nell’articolo, una maggiore incidenza del rischio si ha tra i più giovani. Se si lavora troppo per più di dieci anni nel periodo di vita sotto i 50 anni, la correlazione con la possibilità di contrarre un ictus aumenta di oltre il doppio. Oltre i 50 anni aumenta ma solo del 36 per cento. Possiamo immaginare che la differenza sia dovuta anche al fatto che da giovani le probabilità di avere ictus sono minori, quindi un’attività altamente stressante diventa molto più evidente in termini statistici. L’eccesso di lavoro protratto per oltre 10 anni ha un’incidenza maggiore tra le donne, in cui la correlezione aumenta del 52 per cento (tra gli uomini aumenta del 39 per cento). Lo studio presenta anche una serie di dati legati alla professione, ma non sembra esserci una correlazione diretta tra mansione e aumento del rischio. In generale si può dire che certi lavori manuali hanno un’alta incidenza di rischio (+59 per cento per i “colletti blu”), mentre resta più bassa nell’agricoltura (+21 per cento). Tra i “colletti bianchi” l’aumento del rischio è pari a quello dei lavoratori agricoli ai livelli manageriali di vertice, mentre aumenta del 70-77 per cento tra i colletti bianchi con altri tipi di mansioni. Tra i possibili fattori che possono contribuire a queste rilevazioni sono citati turni irregolari, lavoro notturno e tensioni lavorative.

Metodologia

Lo studio ha sfruttato una grande banca dati francese che si chiama CONSTANCES (Cohorte des Consultants des Centres d’Examens de Santé). Si tratta di un grande database avviato nel 2012, che comprende soggetti tra i 18 e i 63 anni scelti casualmente (col loro consenso). I dati sono raccolti tramite questionari e attraverso visite condotte da personale medico. Per questa ricerca sono stati selezionati solo i soggetti che avessero lavorato più di sei mesi. Chi aveva già subito un ictus prima di essere esposto a lunghi periodi di lavoro intenso è stato escluso dal dataset. In seguito sono stati usati modelli statistici (stratificati per genere, età e occupazione) per calcolare correlazioni e fattori di rischio.

(Foto di Pop & Zebra su Unsplash)

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