medici in pensione non sostituiti

La maggior parte dei medici che vanno in pensione non saranno sostituiti

08-luglio-2019

Come scrivevamo qualche mese fa, in Italia presto mancheranno i medici di base. Il problema riguarda in realtà la categoria in generale, ed è il risultato di una scarsa programmazione e, forse, di troppi ostacoli per diventare medico. Lavoce.info riprende l’argomento, con un po’ di numeri. Di seguito un estratto dell’articolo.

L’imbuto formativo

I medici in Italia sono anziani. Talmente anziani che entro il 2025 si prevede, causa pensionamenti, il dimezzamento dell’intera categoria degli specialisti del nostro Servizio sanitario nazionale, da 105 mila a poco più di 52 mila.

Un esodo che non sorprende. Il blocco del turnover, volto al riassestamento delle regioni con squilibri di bilancio, da anni aveva impedito la sostituzione degli specialisti in uscita da parte di medici giovani, causando un progressivo invecchiamento del personale. La tendenza però ha subìto una brusca accelerazione con l’introduzione dell’opzione quota 100 che, anticipando l’età di pensionamento, ha gettato benzina sul fuoco. Le stime presentate dal rapporto del sindacato Anaao Assomed sulle proiezioni di pensionamento indicavano, con la legge Fornero, l’uscita di circa 20 mila medici nei prossimi tre anni. Adesso, con quota 100, si prevede un’impennata fino a 38 mila pensionamenti entro il 2021.

Chi li sostituirà? I nuovi medici che concluderanno il percorso di specializzazione nei prossimi anni sono pochi e i dati del rapporto ci permettono di osservare le stime del flusso netto per singola disciplina nel periodo 2018-2025.

E proprio in vista del 2025, anno in cui mancheranno in totale più di 16 mila medici, alcune regioni si sono mosse autonomamente. Dal Molise che ha chiesto l’intervento di medici militari, al Veneto che punta sull’assunzione di professionisti stranieri. La risposta però va ricercata a livello più strutturale.

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(Foto di Luis Melendez su Unsplash)

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