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Le minacce alla salute globale nel 2019 per l’Oms

07-marzo-2019

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato una lista di quelle che considera le dieci minacce globali alla salute per il 2019. Tra queste c’è lo scetticismo per i vaccini, che sta causando in varie aree del mondo il riemergere di malattie che si credevano ormai sotto controllo, come il morbillo (recentemente ci sono stati i casi del Giappone e delle Filippine, ma anche in Europa non stiamo messi bene).

1. Inquinamento dell’aria e cambiamento climatico

Ogni anno le polveri sottili che penetrano nel sistema respiratorio e circolatorio uccidono 7 milioni di persone, concentrate per il 90 per cento in paesi a reddito medio-basso, dove si trova anche la maggior parte delle fonti inquinanti. L’inquinamento dell’aria è anche la principale causa di uno dei più grandi problemi che l’umanità sta affrontando, il cambiamento climatico. Non è un caso che l’Oms metta questo fattore di rischio al primo posto. Se non si fa qualcosa in fretta, le conseguenze saranno inevitabili.

2. Malattie non trasmissibili

Con questa categoria l’Oms si riferisce a diabete, cancro e malattie cardiovascolari, che collettivamente causano il 70 per cento delle morti a livello mondiale. Anche qui, un’ampia maggioranza delle persone colpite (85 per cento) si trova in paesi poveri. L’aumento di queste patologie è dovuta a cinque principali fattori di rischio: il consumo di tabacco, la sedentarietà, l’uso non responsabile di alcol, diete non sane e inquinamento atmosferico. Questi fattori sono anche ritenuti responsabili dell’aumento dei problemi di salute mentale. L’OMS è impegnata sul fronte della lotta alla sedentarietà, e ha come obiettivo di ridurre l’inattività fisica del 15 per cento entro il 2030.

3. Pandemia influenzale globale

Il mondo andrà incontro a un’altra pandemia influenzale nel 2019. Si discute del quando e del quanto grave sarà, ma a quanto pare le premesse ci sono tutte. L’Oms è impegnato in un’attività di monitoraggio costante della circolazione del virus influenzale che coinvolge 153 istituzioni in 114 paesi, e ci sono dei programmi d’intervento pronti a essere messi in atto in caso di emergenza, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

4. Situazioni di vulnerabilità e fragilità

Più di 1,6 miliardi di persone (il 22 per cento della popolazione mondiale) vive in luoghi di crisi che si protraggono da anni: siccità, carestia, conflitti e migrazioni di massa. Il tutto associato a sistemi sanitari inadeguati, che lasciano le persone senza la minima assistenza.

5. Resistenza antimicrobica

La resistenza di batteri, parassiti, virus e funghi ai farmaci specifici (antibiotici, antivirali, antimalarici, ecc.) è una delle più gravi minacce del nostro tempo. L’eccessivo uso di antimicrobici tra la popolazione, ma anche negli animali destinati all’allevamento e in generale la loro dispersione nell’ambiente, ha fatto sì che malattie considerate curabili possano ora compromettere seriamente la salute di molte persone. Nel 2017 sono stati rilevati circa 600mila casi di tubercolosi resistente alla rifampicina (un antibiotico).

6. Ebola e altri agenti patogeni ad alto rischio

Nel 2018 Ebola ha ucciso più di un milione di persone in due differenti epidemie che hanno colpito la Repubblica Democratica del Congo. L’intervento in questi casi è reso ancora più difficile (e le conseguenze più drammatiche) dal fatto che si tratta spesso di aree con conflitti militari aperti. L’Oms è impegnato nella ricerca su malattie ed elementi patogeni ad alto rischio, per cui mancano cure e vaccini. La watchlist comprende Ebola, Zika, Nipah, MERS-CoV, SARS e la Malattia X, con cui si identifica un ipotetico patogeno letale sconosciuto.

7. Inadeguatezza dei servizi sanitari di base

Anche questo aspetto riguarda soprattutto i paesi dove la situazione economica è più precaria. Data l’importanza di una copertura completa da parte dei servizi sanitari di base, la loro inadeguatezza è causa di grandi sofferenze per la popolazione. Anche su questo fronte l’Oms ha avviato una serie di iniziative.

8. Riluttanza a vaccinare

Questa minaccia riguarda anche territori in cui i vaccini sarebbero disponibili, ma un numero crescente di persone è riluttante a seguire le indicazioni delle autorità mediche per sé e per i propri figli. Ogni anno i vaccini salvano 2-3 milioni di vite, e il dato potrebbe salire di ulteriori 1,5 milioni se fosse migliorata la copertura vaccinale globalmente. Un diffuso atteggiamento di scetticismo verso l’uso dei vaccini sta contribuendo alla rinascita, anche in paesi sviluppati, di patologie che si credevano sconfitte, come appunto il morbillo.

9. Dengue

Si tratta di una malattia portata da una zanzara, che causa sintomi simili all’influenza ma può essere letale. I paesi maggiormente minacciati sono quelli in cui la stagione delle piogge è molto lunga, come India e Bangladesh, ma la malattia si sta spostando anche in zone meno tropicali. Si stima che il 40 per cento della popolazione mondiale sia a rischio di contrarre il Dengue, e ogni anno ci sono circa 390 milioni di nuove infezioni. Il programma Dengue control strategy dell’Oms mira a dimezzare le morti causate dalla malattia entro il 2020.

10. HIV

Nel corso degli anni si sono fatti progressi enormi nella cura e nella prevenzione dell’HIV/AIDS. Tuttavia, ogni anno questa malattia causa la morte di quasi un milione di persone. A livello mondiale, circa 37 milioni di persone vivono con l’HIV. In molti stati le persone malate appartengono a categorie marginalizzate ed escluse dal sistema sanitario (sex worker, detenuti, persone transgender), per cui è ancora più difficile intervenire. L’Oms prevede di lavorare in questi paesi nel 2019, introducendo strumenti per fare self-test e conoscere il proprio stato di salute, in modo da accedere tempestivamente alle cure.

(Foto di United Nations Photo su flickr)

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