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La pandemia ha allungato la strada per colmare il divario di genere. A dirlo è il nuovo Global gender gap report, pubblicato dal World economic forum. Dopo il COVID-19, spiega il rapporto, un’altra generazione di donne dovrà aspettare per la parità. E se nel 2020 la stima di quest’attesa corrispondeva a circa 99 anni, adesso gli anni sono diventati più di 135.

Nonostante oltre la metà dei 156 paesi considerati dall’indagine abbiano registrato un lieve miglioramento, spiega infatti il rapporto, a livello mondiale le donne detengono ancora solo il 26,1 per cento dei seggi parlamentari e il 22,6 per cento delle cariche ministeriali. Questo significa che ci vorranno altri 145 anni per chiudere il divario politico, e 267 per colmare quello economico.

Il lento progresso è dovuto a tendenze opposte, spiega il rapporto: mentre la percentuale di donne tra i professionisti qualificati continua ad aumentare, persistono disparità di reddito e ancora poche donne occupano posizioni manageriali.

«La pandemia ha annullato anni di progressi verso il raggiungimento della parità, al lavoro come nelle case», ha commentato Saadia Zahidi, amministratrice delegata del World Economic Forum. «Se vogliamo che l’economia del futuro sia dinamica, è fondamentale che le donne siano rappresentate nei posti di lavoro di domani. Ora più che mai è fondamentale focalizzare l’attenzione sulla leadership, impegnarsi su obiettivi saldi e mobilitare risorse. È il momento di integrare la parità di genere nella ripresa».

Ad oggi, spiega il rapporto, i settori a più alta presenza maschile sono proprio i “lavori del futuro”. Nel cloud computing, per esempio, le donne rappresentano ancora il 14 per cento della forza lavoro. Nelle ingegnerie, sono il 20 per cento. E nell’analisi dei dati e nell’intelligenza artificiale, il 32 per cento. Finché in questi settori per le donne sarà difficile non solo entrare ma soprattutto affermarsi e fare carriera, sarà difficile uscire davvero dalla crisi.

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