È stato pubblicato pochi giorni fa il rapporto Coop 2019 su economia, consumi e stili di vita degli italiani. Tra i dati più interessanti dello studio c’è il tentativo di leggere quali sono aspettative, timori e previsioni della popolazione. Il sondaggio è stato realizzato in collaborazione con Nomisma, su un campione di mille persone rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni. Come sintetizza il sito italiani.coop, la parola “speranza” ha perso molto appeal agli occhi dei nostri concittadini, e non è più al primo posto tra gli eventi attesi per il nuovo anno. Aumentano invece concetti come “cambiamento” (dal 14 al 19 per cento delle citazioni), assieme a clima, ambiente e sostenibilità. Segno che la presa di coscienza (e la preoccupazione) legate alla situazione ecologica del pianeta hanno fatto un passo in avanti tra i pensieri della popolazione. Guardando le infografiche pubblicate sullo stesso sito, si può notare una certa preoccupazione sulla stabilità politica e sulla situazione economica italiana e mondiale. Il timore più ricorrente tra i rispondenti (60 per cento) è infatti che lo spread possa tornare a salire, addirittura oltre i 400 punti. Il 31 per cento teme che il governo cada e si vada a nuove elezioni. L’85 per cento pensa con rimpianto che l’economia italiana non accelererà né crescerà, e il 70 per cento che la mobilità elettrica non supererà quella a diesel e benzina.

L’anno della svolta?

C’è una voglia diffusa di dare una svolta alla propria vita, come testimoniato da varie risposte: «Gli italiani infatti sognano (anche se sanno di non poterlo fare) di “cambiare vita” (35 per cento), e “cambiare lavoro” (27 per cento), o addirittura “trasferirsi all’estero” (31 per cento) o “andare in pensione” (44 per cento del campione). Ma è scorrendo la lista dei “Sì lo farò” che viene fuori la voglia di rimettersi in gioco facendo partire il cambiamento in primo luogo dalle proprie vite per poi generare effetti benefici anche nel mondo che li circonda. Gli italiani nel 2020 sono infatti determinati a dedicarsi alla cura. Di se stessi almeno per quel 68 per cento che lo indica come prima cosa da fare nei prossimi 12 mesi. Poi c’è l’ambiente con il 65 per cento che userà meno plastica, il 64 per cento intenzionato a sprecare di meno, il 63 per cento a camminare di più a piedi. D’altronde un po’ ovunque se si parla di mobilità è quella green a crescere (tra le prime volte di consumi/acquisti fanno la loro comparsa per il 7 per cento degli italiani i servizi di sharing, per il 6 per cento i monopattini elettrici e per il 2 per cento la bicicletta)».

Più tempo per sé e per gli altri

L’equilibrio tra lo spazio dedicato a se stessi e quello dedicato agli altri è un tema ricorrente, con i social network che perdono forza di attrazione in favore delle occasioni di incontro di persona: «Al quinto posto delle cose da fare ritagliarsi più spazio per se stessi (62 per cento) e far valere di più i propri diritti (60 per cento). Dopo se stessi arrivano gli altri. Frequentare di più gli amici è un obiettivo nel 2020 per un italiano su due, il volontariato conquista un suo spazio (lo indica il 26 per cento) e compare una rinnovata voglia di socializzazione fisica degli italiani. Quanti immaginano un minore utilizzo di web e social network superano (di poco) per la prima volta quelli che prevedono di esserne più assidui. Cresce, al contrario, la partecipazione ad eventi pubblici (manifestazioni, spettacoli, eventi sportivi, concerti) e gli italiani si dichiarano anche più votati alle battaglie comuni scendendo in piazza: il 20 per cento ha già manifestato nel 2019 e vorrà farlo ugualmente nel 2020».

(Foto di Drew Beamer su Unsplash)