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ZeroNegativo su Twitter

10-ottobre-2018

Da oggi è attivo il nostro canale Twitter. Dopo Facebook, dove trovate sia la pagina di ZeroNegativo sia quella dell’Avis di Legnano, questo blog si affaccia sulla piattaforma che più di tutte è legata al mondo dell’informazione, dell’attualità, del giornalismo. Quelli che trovate attualmente, oltre al post di ieri sul libro di Daniele Cassioli, sono gli articoli che hanno avuto riscosso maggiore interesse negli ultimi mesi. Di seguito trovate i link diretti, nel caso ve li siate persi o vogliate rileggerli. (L’articolo prosegue dopo i tweet!)

Come vedete si tratta di articoli dai contenuti molto diversi tra loro, e forse piuttosto distanti da come normalmente ci si immagina il blog di un’associazione legata al dono del sangue. Chi ci segue da più tempo avrà ormai capito che ciò a cui puntiamo con questo blog non è necessariamente parlare dell’associazione, segnalarvi gli eventi, le manifestazioni, ecc. Per quello c’è il sito internet, costantemente aggiornato con tutte le informazioni. Qui ci interessa proporre delle riflessioni, porre delle domande e provare a dare delle risposte. Ma anche informare su alcuni temi in un modo diverso. L’informazione in Italia soffre di alcuni problemi ormai radicati, dovuti anche al fatto che il sistema economico che reggeva la carta stampata è imploso dopo il drastico calo di vendite degli ultimi anni. A esso è subentrato un modello digitale che ancora stenta a trovare la sua identità e sostenibilità. I siti dei giornali sono troppo legati ai clic, alla generazione di traffico e quindi privilegiano spesso la quantità alla qualità dei contenuti. Su ZeroNegativo non abbiamo questo problema: nessuno si aspetta che pubblichiamo decine di notizie al giorno, né che ci trasformiamo in un sito di news. Possiamo permetterci di scegliere di cosa parlare, raccogliere diversi punti di vista e proporli in maniera ordinata.

Cerchiamo di spogliare le notizie dai loro risvolti emotivi, sensazionalistici, faziosi, ma non per questo rendendole meno interessanti. L’obiettivo non è fare prevalere una posizione sulle altre, ma applicare un metodo che ci aiuti a capire quali argomentazioni o opinioni meritano di essere prese in considerazione, e quali no. A volte scegliamo un tema e proviamo a capirlo dall’inizio, puntando a scriverne in un modo che sia comprensibile anche per chi non ne ha mai sentito parlare prima.

Altra sfida che ci poniamo è rendere interessante la scienza. Troppe volte l’informazione scientifica sui media italiani è ridotta a titoli del tipo “Scoperto il gene che ferma l’invecchiamento”, talmente sensazionalistici che ormai non ci casca più nessuno. L’intento è attrarre il lettore verso la formula per l’elisir di lunga vita, salvo poi raccontargli che le cose non sono così semplici. Dal coinvolgimento emotivo alla frustrazione. Ma la scienza si può e si deve raccontare in un altro modo. Ciò che accade in laboratori e università è molto più vicino alle nostre vite di quanto crediamo. E soprattutto, non c’è bisogno di frasi a effetto per rendere emozionante una scoperta scientifica: se la spieghi bene, l’emozione è inevitabile. Per questo stiamo provando a raccontare l’assegnazione dei premi Nobel, per esempio. Da oggi abbiamo un canale in più per continuare a fare ciò che facciamo, sperando di coinvolgere ancora più persone e avvicinarci maggiormente a chi già ci segue. Qualsiasi feedback è più che ben accetto.

(Foto di Amber Case su flickr)

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