In questi giorni si sta parlando molto di un disegno di legge contro l’omotransfobia, detto “ddl Zan” (cognome del primo firmatario del testo). Stanno circolando anche notizie inaccurate, false o eccessive preoccupazioni in merito. ValigiaBlu ha ricostruito le principali critiche al ddl, spiegando perché sono infondate.

Dopo anni di discussione finalmente un disegno di legge contro l’omotransfobia ha la possibilità di essere approvato.

In questi giorni il DDL Zan è uscito dalla discussione in Commissione giustizia del Senato ed è stato calendarizzato per la discussione parlamentare. Il relatore della legge sarà lo stesso presidente della commissione, Andrea Ostellari (Lega), dichiaratamente contrario alla legge, autonominatosi relatore dopo settimane di ostruzionismo.

Il disegno di legge mette sullo stesso piano la discriminazione su base razziale a quella in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, intervenendo sul codice penale, e in particolare sugli articoli in materia di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa.

Che la destra e alcune frange cattoliche si sarebbero opposti all’approvazione del DDL non è una novità di rilievo, ma ad opporsi alla sua approvazione ci sono anche un pezzo di progressisti, in particolare gruppi di donne che si propongono in rappresentanza di tutte le femministe e lesbiche, tra loro alcuni nomi importanti che hanno catalizzato il dibattito.

Ovviamente il fatto che ci siano dei “rilievi” anche in campo progressista è stato subito usato da destra per chiedere di riaprire la discussione sulla legge.

Ecco quali sono le più frequenti motivazioni usate per ostacolare l’iter della legge, smontate pezzo per pezzo:

1) Se passa il DDL Zan succederà come in USA o Canada dove gli uomini detenuti si dichiareranno donne e chiederanno di essere trasferiti nelle carceri femminili dove stupreranno le donne

Partiamo da un primo aspetto, fondamentale: il DDL Zan non regolamenta la transizione di genere, normata dalla legge numero 164 del 1982. Si occupa di altro e cioè di proteggere persone oggetto di comportamenti discriminatori e violenti fondati sull’odio verso la loro condizione personale e mette sullo stesso piano la discriminazione su base razziale e quella in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, intervenendo sul codice penale.

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(Foto di Sharon McCutcheon su Unsplash)

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