di Stefano Morelli
Poche righe, così giusto per non dimenticare perché il nostro debito pubblico è indecente, perché le chiacchiere stanno a zero dinnanzi ai fatti, perché, insomma, la nostra classe dirigente (o digerente, forse è meglio) è da Guinness dell’ipocrisia. Qualche dato in più oltre a quelli che i lettori di questo blog certo conoscono (auto blu, portaborse, uffici ministeriali e non, centri assistenza fiscale -Caf- pagati dai contribuenti eccetera eccetera eccetera). Ultima nuova, in fatto di soldi nostri che mantengono i bisogni/desideri/sogni/fantasie di politicanti che andrebbero indigesti anche alle piante carnivore, sono i 3 milioni di euro annui che ci costano i nove nuovi sottosegretari nominati dal Governo (niente nomi, per carità, altrimenti qui si parla di politica e non siete obiettivi e siete cattivi e di qui e di là). Un altro dato, così, tanto per gradire: gli stipendi medi dei cittadini italiani si collocano al 23esimo posto nella classifica Ocse con una media di 26.470 euri. Poi, a ben guardare, lo stipendio dei politici italiani, sempre dati Ocse, si piazza al primo, primissimo, ultraprimo posto al mondo (al mondo!) con la misera cifra di 144.084 euri (a cui non sono aggiunti i rimborsi, le spese varie, le trasferte e via discorrendo).

Forse forse c’è qualcosa che non va? Mavalà, direbbe quel tale che sta tutto il giorno sul nostro libro paga e fa un altro mestiere anziché il deputato. Ma sì, chissenefrega. Io, così, tanto per capire, perché di politica non ne so nulla, ma mi piace analizzare i fatti, scopro con gioia che Camera e Senato stanno per lanciare due nuovi canali digitali per «rilanciare la propria immagine». Dove? Ma sul digitale terrestre, of course. Magari non si sapesse, Camera e Senato hanno, il primo da quindici anni il secondo da dieci, un canale sulla piattaforma Sky (555 e 525) che riprende sedute, interviste, commenti sui lavori parlamentari. Costano, i due canali, 395mila euri anno (il primo), 384 mila euri l’anno (il secondo). Totale: 779 mila euro annui. Troppi? Macché. Talmente pochi che si sente il bisogno di farne altri. Non so, magari sono io che vedo sempre nero, ma qui vorrei capire come stanno le cose. Cioè, qualcuno s’è posto il dilemma se noi, noi tutti che paghiamo le tasse e siamo costantemente vessati dallo Stato più liberale degli ultimi 150 anni, stiamo mantenendo persone che, senza politica, starebbero tutto il giorno ai cancelli dell’ufficio di collocamento?

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