Qualche giorno fa, sui giornali è stato dato l’annuncio delle dimissioni di Mauro Ferrari da presidente del Consiglio europeo della ricerca (European Research Council, Erc) (l’abbiamo segnalato nella nostra ultima newsletter). Sui media italiani si è dato spazio soprattutto alla versione di Ferrari che ha dichiarato, il giorno stesso delle sue dimissioni (avvenute il 7 aprile), di avere preso la decisione perché deluso dalla debole risposta dell’Unione europea davanti alla crisi innescata dall’epidemia di COVID-19. In particolare, ha detto Ferrari al Financial Times, un grosso ruolo nella sua scelta l’ha avuto la bocciatura, da parte dell’Erc, della sua proposta di creare un programma espressamente dedicato alla ricerca sul coronavirus.

La versione del Consiglio scientifico

Come racconta Nature, i membri del organismo di governo dell’Erc hanno pubblicato una nota particolarmente dura nei confronti di Ferrari, in cui lo accusano di non essersi impegnato a fondo nella vita dell’Erc durante il suo mandato (mantenuto per soli tre mesi, dal primo gennaio al 7 aprile). Il Consiglio scientifico specifica infatti che la decisione di Ferrari è stata preceduta da una richiesta di dimissioni votata all’unanimità il 27 marzo. Lo stesso organismo direttivo ha denunciato «la completa mancanza di apprezzamento della ragion d’essere dell’Erc da parte di Ferrari, che non ne ha capito il contesto all’interno del programma di ricerca e innovazione europeo Horizon 2020». Ferrari, ha aggiunto il Consiglio, è inoltre risultato assente da riunioni importanti e ha continuato a passare la maggior parte del suo tempo negli Stati Uniti (dove vive) lavorando su altri progetti. Inoltre – sempre secondo il Consiglio scientifico – ha sfruttato la propria posizione per proporre le proprie idee e posizioni al cospetto della Commissione europea. Ferrari non ha risposto alla richiesta di commenti su questo comunicato fattagli da Nature. Sembra che ci sia stato alla base un fraintendimento tra la natura dell’Erc e le proposte di lavoro di Ferrari. L’Erc infatti non si occupa di attivare iniziative incentrate su singoli argomenti, bensì di finanziare la ricerca di base secondo criteri di qualità. È considerato il finanziatore più prestigioso in questo campo in Europa e può disporre di un budget annuale di 2,2 miliardi di euro, per la maggior parte distribuiti a singoli scienziati come borse di ricerca. Come ha fatto notare il Consiglio, comunque, l’Erc sta finanziando più di 50 progetti in qualche modo collegati all’epidemia di coronavirus, che raccolgono complessivamente circa 100 milioni di euro.

Un coro di critiche

Ciò che colpisce nel leggere l’articolo di Nature (e di molta stampa straniera che si è occupata del caso) è l’apparente unanimità delle critiche. A Ferrari viene imputato il fatto di passare troppo tempo sui suoi progetti esterni all’Erc (cosa permessa dal contratto, ma in misura ridotta). Secondo quanto riporta Nature, Ferrari ha poi mantenuto la sua posizione nel board di Arrowhead Pharmaceuticals, un’azienda farmaceutica californiana. Nel frattempo ha accettato un lavoro come professore associato all’università di Washington. È inoltre accusato di non essersi impegnato nella scena politica dell’Unione europea, compresa l’importante discussione lanciata un mese fa per elaborare una risposta europea coordinata alla crisi da COVID-19. Inoltre, la sua proposta di lanciare un programma specifico per il coronavirus è stata recepita come uno «specchietto per allodole» dai suoi critici: un’operazione più di relazioni pubbliche che di vero impegno politico e scientifico. Non sta a noi prendere posizione sulla reale natura delle dimissioni di Ferrari. Non abbiamo elementi per stabilire quale versione sia più affidabile. Di certo tutta la vicenda non gioca a favore di una visione dell’Unione europea come soggetto in grado di gestire sfide importanti e decisive come l’emergenza in corso. Ci auguriamo solo che il Consiglio individui presto un sostituto, e che l’Europa trovi una sua voce nel panorama frammentato del continente.

(Photo by Sara Kurfeß on Unsplash)