Un corpo molto muscoloso non è necessariamente un corpo sano. Dietro un fisico scolpito, e spesso molto “pompato”, talvolta si nasconde un disturbo psicologico noto come dismorfia muscolare (o anoressia riversa).

Che cos’è la dismorfia muscolare

Chi ne è affetto sente il bisogno di aumentare sempre di più la propria massa muscolare, senza mai essere soddisfatto del risultato. Il bisogno poi diventa un’ossessione, e l’intera vita della persona comincia a ruotarvi attorno. Le giornate sono scandite da numerosi pasti iper-proteici, le relazioni personali perdono importanza e spesso si deteriorano, talvolta si arrivano a usare sostanze proibite (steroidi, nandrolone, ecc.) per rendere i risultati ancora più estremi, senza preoccuparsi delle conseguenze per la propria salute: ciò che conta è l’ammirazione suscitata dal proprio corpo. Una condizione che non è vissuta con piacere, ma con un costante senso di insoddisfazione, in un quadro che sfocia spesso nella depressione. La giornalista Sirin Kale, sul Guardian, ha intervistato diverse persone che hanno (o hanno avuto) un disturbo di dismorfia muscolare. Alla base delle storie c’è spesso una condizione di disagio, come per esempio aver subito esperienze di bullismo da piccoli. La dismorfia muscolare colpisce tipicamente gli uomini. Al 30 per cento di coloro che ne soffrono viene anche diagnosticato un disturbo alimentare (ma potrebbero essere di più, perché per riconoscere un disturbo alimentare bisogna essere in deficit calorico, mentre chi si allena per aumentare la muscolatura deve stare in surplus calorico). Siccome molti uomini con dismorfia muscolare raramente cercano di farsi curare, si può solo stimare il loro numero, che potrebbe aggirarsi attorno al 10-12 per cento dei pesisti professionisti.

Un fenomeno in crescita

Secondo un studio pubblicato a giugno, relativo a un campione di statunitensi, il 22 per cento degli uomini tra i 18 e i 24 anni avrebbe un disturbo dell’alimentazione orientato all’aumento della massa muscolare. Secondo Jason Nagata, dell’università della California (tra gli autori dello studio), la spinta ad avere un corpo più muscoloso arriva anche dai modelli della cultura di massa. Se negli anni ’70 le icone maschili erano prevalentemente magre e slanciate, mentre un fisico scolpito veniva associato al mondo militare (che dopo la guerra in Vietnam non godeva di grande popolarità), tutto è cambiato negli anni ’80. Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone diventano i nuovi punti di riferimento, mentre nel frattempo diventano popolari i personaggi del Wrestling. Negli anni ’90 l’estetica si sposta verso un fisico più asciutto ma sempre molto muscoloso, portato a modello dal Brad Pitt di Fight Club. In anni recenti, i film dei supereroi hanno riportato in auge un fisico più “gonfio”, seppure non ai livelli degli anni ’80: Chris Hemsworth e Jason Momoa sono tra gli esempi più celebri. Difficile dire che questi modelli siano alla base del disturbo di cui ci stiamo occupando, ma di certo contribuiscono a creare un ambiente in cui un certo tipo di fisico è più o meno desiderabile (una dinamica del tutto simile a quella che determina i modelli dominanti del fisico femminile).

(Foto di Jonathan Borba su Unsplash)