Con questo post il blog dell’Avis di Legnano si prende un paio di settimane di pausa. Le pubblicazioni riprenderanno con la solita cadenza a partire dal 24 agosto. Inevitabile, quando si arriva di fronte a una piccola sospensione delle attività, provare a raccogliere le idee e sintetizzare la situazione con una parola, una suggestione. Ed è proprio l’idea della sospensione quella che ci pare descriva meglio il periodo che sta attraversando l’Italia, ma non solo, in questa strana estate preceduta e accompagnata dalla pandemia di coronavirus.

Nei mesi scorsi abbiamo vissuto la sospensione di una delle nostre libertà fondamentali, quella di movimento: fermandoci abbiamo arrestato anche la folle corsa della diffusione del virus. È stato un periodo duro, ma è soprattutto grazie alla disciplina e al sacrificio di tutti noi che oggi le cose appaiono, almeno per il momento, sotto controllo. Ma è sospeso anche il presente, perché ogni giorno siamo appesi ai dati sulla diffusione del virus, che non si è mai fermata del tutto e adesso colpisce sfruttando i “focolai“. Immaginiamo l’atmosfera di sospensione (che tante volte tracima in ansia) di chi si trova a lavorare in situazioni in cui il distanziamento fisico non è possibile, e dove da un momento all’altro si può scoprire che un collega è infetto. E cosa si può fare se capita? Si sospendono le attività, in attesa di sapere se altre persone sono state colpite.

Sospensione anche per chi prova a fare la cosa più normale di questi tempi, almeno fino a un anno fa: andare in vacanza. La confusione attorno alle norme di sicurezza sui mezzi di trasporto, sui treni come sugli aerei, sta creando disagi e cancellazioni all’ultimo minuto. Si fanno programmi, si prenotano biglietti, ma la sicurezza di partire resta sospesa. C’è poi il tema della “seconda ondata“, che tiene l’Europa e il mondo col fiato sospeso. E così in alcuni paesi si posticipa la fine del lockdown, o si restaurano misure di contenimento che erano state abolite troppo in fretta. E in generale c’è in sospeso la contezza di quali saranno i danni di lungo periodo della grave crisi innescata dalla pandemia. Anche perché tra le cose in sospeso, almeno in Italia, ci sono i licenziamenti. Si litiga in questi giorni sul fatto che sia o meno una buona idea prorogare questa misura. Difficile dire se questo blocco stia solo ritardando (o mascherando) il tonfo che l’occupazione potrebbe subire nel paese nei prossimi mesi.

Nel frattempo abbiamo assistito all’inaugurazione di un ponte, sospeso, che torna a riunire la città di Genova dopo il drammatico incidente del 2018. Un’opera che prova a lanciare un messaggio positivo sulla capacità del paese di rialzarsi, anche dopo le cadute più fragorose e dolorose. Restano il dolore per le vittime e la rabbia delle loro famiglie. I lavori sono stati effettuati in tempi record, sospendendo le regole burocratiche che normalmente rallentano e talvolta impediscono la realizzazione dei lavori. Certo se quelle regole esistono, per quanto inefficienti, è per provare ad assicurare che siano rispettati alcuni principi sulla concorrenza, la qualità e l’efficienza dei lavori. Molti adesso propongano che il modello seguito per il ponte di Genova diventi quello generale. Siamo sicuri che il modo migliore per superare il problema della burocrazia sia aggirarla? Lasciamo in sospeso la domanda. Abbiamo già parlato ampiamente, e quindi non ci dilunghiamo, di quanto sospesa sia la situazione della scuola italiana, che ripartirà a settembre, ancora non si sa come.

Vorremmo chiudere con un messaggio positivo, incoraggiante, ma ci riesce difficile. Potremmo salutarvi con la prima notizia curiosa che troviamo. il lockdown ha fatto bene alle balene, per esempio. Buon per loro, ma dubitiamo che sia di grande ispirazione. Come Avis, la nota positiva è che siamo ancora qui, reduci da un momento difficile in cui, per i donatori come per i nostri dipendenti, uscire di casa e raggiungere la sede associativa non era più un gesto così scontato. Quindi, la fonte di fiducia per il futuro siete proprio voi, che ci leggete e che (speriamo in gran parte) donate sangue, a Legnano o in qualunque altra sede. Tante persone nuove si sono avvicinate alla donazione proprio durante il picco della pandemia, e speriamo faranno un lungo percorso assieme a noi. Prima di salutarvi, chiariamo che il blog si ferma, ma Avis Legnano non chiude. Se volete iscrivervi, basta compilare qui, come sempre. Grazie di cuore, e buona estate.

(Foto di Billy Huynh su Unsplash)