La qualità dell’aria sta migliorando nell’Unione europea ma l’inquinamento, soprattutto nelle città, è ancora un problema per la salute delle persone e per l’economia. Secondo un’analisi dell’Agenzia europea per l’ambiente, l’esposizione a inquinamento atmosferico ha causato circa 412mila morti premature in Europa nel 2016, di cui 374mila nell’Ue. Sono tre gli agenti inquinanti che causano i maggiori danni: particolato, diossido di azoto e ozono al livello del suolo. Il primo agente inquinante è quello che ha causato le morti menzionate più su. Le conseguenze dell’inquinamento atmosferico pesano anche sull’economia, in particolare sul sistema sanitario (perché le persone si ammalano di più), ma anche sull’agricoltura (si riducono i raccolti), la silvicoltura, e inoltre abbassano in generale la produttività.

I benefici per la salute di un’aria più pulita

Secondo l’Agenzia, le iniziative legislative di questi anni stanno avendo un impatto positivo sulla qualità dell’aria. Per esempio, il particolato sottile ha causato 17mila morti premature in meno nel 2016 rispetto al 2015. Anche se i risultati possono essere influenzati dalle condizioni climatiche dei diversi anni, i dati sono comunque coerenti con le previsioni dell’Agenzia. Rispetto alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la concentrazione di particolato sottile nell’atmosfera è ancora troppo alta nel 69 per cento delle stazioni monitorate in Europa nel 2017. Rispetto ai limiti della normativa europea, le concentrazioni sono troppo alte in sette stati membri: Bulgaria, Croazia, Cechia, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia. «È semplicemente inaccettabile che chiunque di noi debba preoccuparsi del fatto che il semplice atto di respirare sia o meno sicuro – ha detto Karmenu Vella, commissario europeo per l’Ambiente –. Dobbiamo quindi lavorare di più per assicurare che gli standard stabiliti dall’Unione europea siano raggiunti dappertutto».

Riduzione dell’inquinamento ed emergenza climatica

I trasporti stradali, le centrali energetiche, le industrie, l’agricoltura e le abitazioni sono le fonti principali di inquinamento atmosferico. Queste sono strettamente collegate con il sistema di produzione e consumo europeo, e sono anche fattori chiave che contribuiscono all’emissione di gas serra e perdita di biodiversità. Bisogna quindi spingere le istituzioni e gli Stati membri verso politiche ancora più decise ed efficaci. «L’Europa ha un’opportunità unica nello stabilire un’agenda che affronti le cause sistemiche dell’emergenza climatica e dell’inquinamento atmosferico – ha detto Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’ambiente –. Stiamo facendo progressi, ma è tempo di accelerare i cambiamenti nei nostri sistemi energetico, alimentare e di mobilità, per metterci su una traiettoria di sostenibilità e salute». La futura presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha messo tra i punti principali del suo programma uno “European Green Deal”, con l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente neutrale a livello di impatto sull’ambiente. I cittadini europei chiedono aria più pulita per se stessi e i propri figli. C’è bisogno di una strategia integrata che coinvolga tutti i soggetti che possono avere un impatto sul problema, nessuno escluso.

(Foto di Pierre Châtel-Innocenti su Unsplash)