di Federico Caruso

C’è un paesino di duemila abitanti nel Parco regionale del Matese in cui, in questi ultimi giorni, non è raro incrociare per strada videomaker provenienti dall’Iran o da Singapore, o artisti che arrivano dalla Francia, dalla Polonia o dall’Argentina. Siamo a San Potito Sannitico (Caserta), nel contesto del Fate Festival 2015, “il festival dei giardini, del cinema e dell’arte pubblica”. La rassegna si svolge da molti anni nel piccolo comune campano e quest’anno, grazie all’impegno degli organizzatori Giuliana Conte e Tono Cruz (e della Pro Loco), sta creando un fermento che si respira attraversando le viuzze del paese a ogni ora del giorno.

Fin dal mattino sono all’opera diversi artisti ai quali sono stati affidati alcuni muri (pubblici e privati), affinché li riempiano con l’idea e la tecnica che preferiscono. Dalla Polonia è arrivata (e già ripartita) Nespoon, che in via Formose ha pitturato una parete con un ordito di geometrie “tessili”. Dopo di lei c’è stata Mademoiselle Maurice, dalla Francia, che invece ha utilizzato delle vecchie piastrelle, alle quali ha dato nuovi colori, per rendere quella che era una parete bianca un universo caleidoscopico. C’è poi El Mono Gonzales, dal Cile, che nella migliore tradizione sudamericana pone l’accento sulla vivacità del colore, con un lavoro di grandissime dimensioni realizzato sul muro di cinta che circonda il giardino di palazzo Pietrosimone. Il disegno unisce due fontanelle d’acqua (elemento tipico del paesaggio urbano), il che ha un riferimento politico molto importante al suo Cile, in cui l’acqua è stata ormai completamente privatizzata. Gli altri artisti invitati sono Boamistura (Spagna), Bifido (Italia), Hyuro (Argentina), Cactus&Maria (Italia), Mariana Palomino (Canarie), Chris Tadeo (Canarie).

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L’altro versante su cui si sviluppa il festival è quello cinematografico, grazie alla collaborazione con l’associazione Cici, di Castellammare del Golfo (Trapani). Fate festival ospita quindi il Cici film festival, con una formula che vede impegnati dieci registi nella realizzazione di altrettanti cortometraggi. Nella serata inaugurale è stato lanciato il tema – “Le trasformazioni” –, e i partecipanti hanno poco meno di una settimana di tempo per realizzare i propri lavori, che saranno proiettati e votati la sera di venerdì 28 agosto. Di trasformazioni questo festival ne sta portando tante all’interno del paese. Non si tratta infatti del solito carrozzone che arriva, stupisce con le sue meraviglie e poi lascia alle proprie spalle un vuoto.

La caratteristica che contraddistingue il Fate festival è la collaborazione tra gli artisti e la popolazione locale. Un esperimento riuscito di coinvolgimento del territorio, sintetizzato perfettamente dalla scelta di Mademoiselle Maurice di affiancare, nella firma del suo lavoro, al proprio nome quello di “Nino” e del “Team”. Diverse persone (ogni giorno di più) si sono rese disponibili alla realizzazione di tutte le opere. I più giovani aiutando con la pittura a riempire le zone di colore su indicazione degli artisti (o anche a loro piacimento, come nel caso del Mono), mentre gli adulti hanno messo a disposizione strutture e macchinari necessari a far salire gli street artist a diversi metri di altezza. Si è creato così un clima di reciproco interesse, per cui gli ospiti internazionali hanno potuto lavorare al meglio, ritrovandosi circondati da un’atmosfera che li ha lasciati spesso senza parole, mentre la popolazione locale, lungi dal sentirsi invasa da qualcosa di estraneo, ha accolto la manifestazione proprio perché questa è stata attenta a non lasciarla ai margini. Gli abitanti di San Potito saranno anche i protagonisti dei cortometraggi del Cici film festival, il che li trasforma, con spirito neorealista (ma senza la seriosità che questa parola evoca), in un grande potenziale cast.

10923493_1666122826937140_8050750817118792607_nDa segnalare poi gli eventi che ogni sera si svolgono nei numerosi giardini privati del paese, che i proprietari mettono a disposizione degli organizzatori (e della città) per lo svolgimento di letture, piccoli concerti e laboratori. In questi giorni in città c’è anche l’architetto e cittadino onorario Fabrizio Caròla (qui un lungo articolo su di lui), che a San Potito Sannitico ha avviato da anni un progetto per la diffusione di antiche tecniche di costruzione per lo sviluppo di nuove architetture. Caròla ha accompagnato i visitatori alla scoperta delle cupole costruite con la tecnica del compasso ligneo, che sorgono in un terreno ai confini del paese. Una tecnica che nel corso degli anni egli ha applicato in diversi Stati africani. Il 30 agosto finirà il Fate Festival 2015, ma la sua onda positiva continuerà a spumeggiare fino alla prossima edizione.

Foto di Giuliana Conte

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