Martedì mattina è avvenuto un incontro che non ha precedenti nella storia del nostro Paese, quello tra il presidente del consiglio incaricato e il portavoce del Forum del terzo settore. Andrea Oliviero è stato infatti ricevuto assieme alle parti sociali nel giro di consultazioni di rito effettuato da Mario Monti prima di sciogliere la riserva sull’incarico a primo ministro.

Da quanto tempo si invoca un segnale dalla politica? Un esempio, un gesto che sottolinei un cambiamento di rotta. Ricordiamo che il Forum è stato istituito nel 1997, ci sarebbe stato tutto il tempo di avere relazioni anche con i precedenti presidenti (Prodi, D’Alema, Amato, Berlusconi), ma evidentemente è mancata l’intenzione. È presto per cantare vittoria, ma l’evento rappresenta un tocco di stile di cui si sentiva la mancanza in politica.

E le parole di Oliviero lo confermano: «Mi ha dato l’impressione di una persona molto preparata, che da tempo riflette alle soluzioni da proporre al paese, ma al contempo molto umile, aperta al confronto. Ha ascoltato, ha preso appunti. Alla fine ha sottolineato con forza che il suo ruolo sarà al servizio della politica e della pacificazione nazionale. Ho percepito l’intenzione di lasciarsi veramente alle spalle un’epoca di veleni per tornare a una politica che miri all’interesse del cittadino». Finalmente un messaggio di distensione, se ne sentiva il bisogno.

La situazione purtroppo resta quella che da mesi cerchiamo di mettere a fuoco su queste pagine. Il Forum ha chiesto a Monti una maggiore trasparenza e maggiore semplificazione nell’operato del nuovo governo. Le riforme che dovranno essere adottate, qualora richiedano sacrifici per i cittadini, andranno condivise e spiegate con chiarezza. In sostanza: il principio di democrazia rappresentativa non ceda il passo all’assenza di partecipazione. Oliviero ha sottolineato poi la preoccupazione per la legge delega sulla riforma fiscale e del welfare (già bocciata dalla Corte dei conti), che si prefigge di ottenere dalla sola materia assistenziale risparmi per 4 miliardi di euro nel 2012 e per 20 miliardi dal 2013. Ma si taglierebbero risorse a un settore già fortemente sotto-finanziato per ricavare pochi risparmi (il 7 per cento) a costo di tagli molto gravi.

Tra le altre richieste sottoposte al presidente una riforma del welfare che segua maggiormente il principio di equità sociale, oltre a un’attenzione particolare al futuro del servizio civile, che come già denunciato rischia di fare una brutta fine. Dall’altra parte, racconta Oliviero, grande attenzione per le istanze del terzo settore da parte di Monti, per il quale «il confronto con le parti sociali è fondamentale. Ci conosce bene e credo che le riforme che attuerà non saranno fatte sulla testa dei vari tavoli di concertazione». Ma il mondo del volontariato non starà a guardare: «Un apprezzamento così forte per la società civile italiana chiede anche una corresponsabilità cui non vogliamo sottrarci. Lo dico fin d’ora: presidente, anche noi faremo la nostra parte per il bene dell’Italia».

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