Riceviamo e pubblichiamo le precisazioni dell’amministratore delegato di Grifols Italia, Riccardo Vanni, a seguito del nostro post intitolato “Plasma: se non facciamo nulla finirà in mano ai privati”. Nel ringraziare Vanni per averci voluto fornire il proprio punto di vista, ci riserviamo in futuro di confrontarci nuovamente sull’argomento con altri articoli.

Mi permetto di esprimere qualche obiettivo commento su questo articolo.

La Grifols sta lavorando bene in tutto il mondo grazie agli enormi investimenti effettuati negli ultimi quindici anni in Impianti Produttivi, Ricerca e Sviluppo, Tecnologie Innovative, Upgrading della propria “Quality assurance”, Etica d’Impresa e grazie al lavoro di 12.000 persone appassionate e ben formate.

Senza alcun aiuto pubblico! Solo con le proprie risorse e ricorrendo al credito privato.

Per quanto riguarda il settore commerciale spagnolo che ormai rappresenta una piccola parte dei suoi ricavi, la Grifols concorre liberamente con Baxter, Biotest, CSL e Octapharma, cioè con tutte quelle Multinazionali che hanno voluto e potuto registrare i propri prodotti nel Paese e si sono organizzate localmente.

Inoltre Grifols, attualmente, fraziona i circa 300.000 Lt. di Plasma Pubblico Spagnolo avendo regolarmente vinto le gare di tipo europeo bandite dalle Amministrazioni Pubbliche competenti.
Non esiste in Spagna alcuna legge né vincolo normativo che impediscano a chicchessia di partecipare a questa libera attività. Quindi niente Monopolio imposto come purtroppo esiste in Italia da oltre 22 anni con un solo produttore e che nessuno è riuscito a smantellare, nonostante come ben afferma l’articolo “il Monopolio di emoderivati produce distorsioni”.

Non c’è stata né in Spagna né altrove alcuna proposta formale del Presidente Victor Grifols di poter pagare i donatori spagnoli.

Al Sig. Grifols, chiamato dalle Istituzioni a parlare in una conferenza circa lo sviluppo industriale avuto dalla sua azienda, è stato polemicamente chiesto da qualcuno degli intervenuti (un giornalista?) perché la Grifols, azienda originariamente spagnola, abbia investito così tanto nei Centri di Plasmaferesi USA dando lavoro a migliaia di americani e non lo abbia fatto in Spagna, particolarmente ora in tempi così difficili per il Paese.
La sua risposta è stata: “Lo avrei fatto se fosse stato consentito, con tutte le conseguenze del caso”. Così è nata la notizia, poi modificata ad uso e consumo della polemica da alcuni media.

La Grifols in Spagna ed in altri Paesi Europei, così come vorremmo fare anche noi in Italia da circa 20 anni, collabora con il Sistema Pubblico, con i donatori volontari che generosamente offrono il loro sangue e Plasma gratuitamente e produce emoderivati di grande qualità per conto delle Istituzioni Pubbliche.

Auspichiamo fortemente che dopo 22 anni di Monopolio, il Governo e il Parlamento Italiano si liberino delle lobby e consentano a noi e ad altre imprese di poter concorrere nell’interesse del Piano Plasma ed Emoderivati del nostro Paese.

Un ultimo aspetto: il Sistema Italia è nato nel 1984 quando la Sclavo, azienda Pubblica di cui ero Direttore Operativo, poi venduta per poco più di “trenta denari” e poi fatta scomparire, ha ideato e firmato con il compianto Assessore Vestri della Regione Toscana e successivamente con le Regioni Veneto, Emilia, Umbria e Marche, la prima convenzione Industria/Regione.
Su quello schema è nata la 107/90 e poi la 219/05. Nessuna delle due leggi prevedeva il Monopolio della produzione che però, di fatto, ancora impera in Italia.

Figuriamoci se adesso una persona come me, che è stata tra i fondatori, potrebbe voler cambiare un Sistema fatto nascere nel 1984 e che oggi produce 750.000 Lt. di ottimo Plasma Nazionale.

Riccardo Vanni
Amministratore Delegato
Grifols Italia S.p.A.