Alla fine, i temuti tagli ai progetti di ricerca europei non ci saranno. Almeno questo è l’accordo raggiunto tra il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo venerdì 11 dicembre. Come spiegavamo tempo fa, la Commissione europea nel 2018 si era ripromessa di portare il bilancio del programma Horizon 2020 (che nel bilancio 2021-2027 si chiamerà Horizon Europe) da 80 a 94,1 miliardi di euro. L’estate scorsa era però tornata sui propri passi, annunciando che la cifra sarebbe rimasta pressoché invariata. Si preannunciava inoltre un taglio per il budget a disposizione del Consiglio europeo della ricerca (ERC), che fa parte del programma Horizon e finanzia con borse di studio la ricerca di base. Dopo mesi di difficili negoziati e numerose prese di posizione critiche da parte della comunità scientifica, si è giunti infine a un accordo che fa tirare un sospiro di sollievo al mondo scientifico. Complessivamente, infatti, il bilancio di Horizon Europe sarà di 95,5 miliardi, poco meno di 10 miliardi in più rispetto al precedente finanziamento, di cui 4 arrivati grazie a un recente compromesso tra gli Stati membri e il resto dal nuovo fondo istituito per affrontare la pandemia, come spiega il sito Science Business. Dei tre “pilastri” in cui si divide Horizon Europe, a ricevere la spinta maggiore saranno il secondo (collaborazioni tra accademia e grande industria) e il terzo (innovazione) mentre il primo, più incentrato sulla ricerca di base, vedrà contrarre la propria quota. Se nel precedente bilancio raccoglieva infatti il 32 per cento delle risorse, dal 2021 ne raccoglierà solo il 25 per cento. L’ERC, come dicevamo, dopo avere rischiato un taglio dei suoi fondi, riceverà invece un aumento di 1,1 miliardi di euro, portando la sua dotazione complessiva a circa 16 miliardi. Il programma Marie-Curie sarà incrementato di 314 milioni, per un totale di 6,4 miliardi. Buone notizie dunque, ma non del tutto soddisfacenti.

La Lega europea delle università di ricerca (LERU) ha parlato di una vittoria modesta, rilevando come sia «strano che in tempi come questi i capi di Stato e di governo siano così riluttanti a finanziare adeguatamente ricerca, innovazione e formazione». Anche il comitato scientifico dell’ERC, pur accogliendo positivamente la notizia dell’accordo, fa notare come siano necessari investimenti più ambiziosi nel campo della ricerca. Inoltre, nonostante l’aumento di budget, il Comitato ha sottolineato che sarà costretto a respingere diverse candidature «assolutamente brillanti», distribuendo meno borse di studio di quanto sarebbe auspicabile.

Tornando agli aspetti positivi, Science Business riporta che anche il popolare programma Erasmus+, che tra le altre cose permette ogni anno a migliaia di studenti di trascorrere dei periodi di formazione in un altro stato, ha visto quasi raddoppiare la propria dotazione. È passato infatti dai 14,7 miliardi di euro del bilancio 2014-2020 ai 26 miliardi a disposizione per i prossimi sette anni.

L’approvazione definitiva del bilancio dell’Unione europea dovrà avvenire entro la fine dell’anno, e quanto riportato fin qui avrà valenza giuridica solo da quel momento. Ma sarebbe stata una sconfitta pesante per l’Europa quella di ridurre i finanziamenti alla ricerca proprio quando questa si dimostra così fondamentale per il bene della popolazione.

(Foto di M. B. M. su Unsplash)

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