Mezz’ora di attività fisica al giorno, secondo l’Oms, è la soglia sotto la quale non dovrebbe mai scendere un adulto per evitare numerose malattie cardiorespiratorie, oltre al diabete. Un modo semplice di rispettare questa indicazione, per centinaia di migliaia di persone, sarebbe andare al lavoro in bici. In Europa, la metà degli spostamenti che si fanno normalmente in automobile è su distanze inferiori ai 5 chilometri. Una misura che si potrebbe comodamente coprire in bicicletta, a tutto vantaggio dell’ambiente e della salute di ognuno. Ma anche l’economia ne trarrebbe vantaggio. Secondo un calcolo dell’Oms, scrive il Corriere, «se le 56 grandi città europee e statunitensi considerate dallo studio raggiungessero un tasso di ciclabilità simile a quello di Copenhagen (fra i più alti del mondo), si creerebbero 76.000 nuovi posti di lavoro all’anno. Una ricerca effettuata dal Politecnico di Milano e dall’Università di Bologna sulle abitudini di mobilità di una zona di Milano, ha calcolato un risparmio di 20 milioni di euro all’anno se la popolazione esaminata passasse dall’attuale 30 per cento di uso della bicicletta alle intenzioni dichiarate nelle interviste».

Le città e gli ambienti di lavoro sono i primi a dover creare le condizioni affinché le persone siano invogliate a utilizzare la bici: le prime dovrebbero implementare il bike sharing, aumentare le piste ciclabili e le zone a velocità ridotta per il traffico motorizzato, mentre i secondi dovrebbero essere attrezzati con rastrelliere, spogliatoi e docce che permettano ai dipendenti di cambiarsi e rinfrescarsi dopo il tragitto. Qualcosa si sta muovendo a livello legislativo per tutelare i ciclisti nel tragitto lavoro-casa e ritorno. Al momento, infatti, la legge riconosce l’infortunio al lavoratore che usa la bicicletta solo quando questa è utilizzata in condizioni di emergenza, come i giorni di indisponibilità dei mezzi pubblici o altri problemi che ne rendono l’utilizzo una scelta obbligata. Una visione obsoleta (se mai è stata attuale) che si sta provando a superare grazie a una proposta di legge presentata dalla Fiab nel 2014 e che ha qualche chance di proseguire l’iter grazie all’impegno di un parlamentare: «A farsi promotore di questo emendamento – scrive TerraNuova – è il deputato Diego Zardini (Pd) che spiega come la proposta sia stata approvata con larghissimo consenso e che lo stesso Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, assicura che presto sarà calendarizzata tra i lavori del Senato. “L’obiettivo della legge – chiarisce Zardini – è quello di capovolgere la legislazione attuale che riconosce l’infortunio in itinere (nel tragitto casa-lavoro e viceversa) solo in caso di assenza dei mezzi pubblici di trasporto, non percorribilità a piedi del tragitto casa lavoro e comunque solo per incidenti avvenuti all’interno di piste ciclabili. È evidente che si tratta di una norma anacronistica e per questo chiediamo che venga estesa la copertura assicurativa e quindi il pagamento dell’indennizzo per l’uso quotidiano della bici e non solo per un uso ‘necessitato’ come prevede la legge attuale”».

Mentre prosegue lento il processo che porterà forse all’approvazione della norma, la Fiab ha cominciato da qualche giorno una campagna per promuovere l’uso della bicicletta per andare al lavoro. Bisogna andare su questo sito internet, registrarsi e scaricare un’app gratuita (per ora funziona solo a Milano). Dopodiché andrà accesa l’app ogni volta che si utilizza la bici per fare uno spostamento (non necessariamente per andare al lavoro). Il progetto è basato sulla partecipazione e non sulla distanza coperta o sul tempo impiegato. Ci si può iscrivere come organizzazione e quindi fare in modo che molti colleghi si iscrivano e partecipino, scalando così la classifica e avvicinandosi ai numerosi premi in palio. Un ottimo pretesto per mettersi ai pedali più spesso del solito e magari cambiare le proprie abitudini di vita anche a lungo termine.

Visto che si parla di movimento e salute, ricordiamo che Avis Legnano promuove l’adozione di stili di vita sani e ha cominciato da tempo una partnership con l’Asd Scuola Walking Trail Italia, che promuove e insegna il Nordic Walking. Per saperne di più, cliccate qui.

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