Negli ultimi giorni si è fatta più concreta la possibilità che alcuni paesi europei introducano l’obbligo vaccinale contro il COVID-19. Stefania Salmaso su Scienza in Rete si chiede come mai, prima di arrivare a una misura così radicale (e comunque molto difficile da applicare), non si passi dallo strumento della chiamata attiva, già applicato con buoni risultati in altri contesti.

Supponiamo di avere una classe di 25 ragazzi. Ventuno ragazzi, pari all’84%, seguono con profitto le lezioni e quattro invece hanno difficoltà per vari motivi: magari sono distratti, o non hanno sufficienti strumenti di base o non riconoscono in qualche modo l’autorevolezza dei professori e non li ascoltano. Cosa decideremmo di fare? Chiamiamo quei quattro e cerchiamo di capire il motivo del loro disagio per provare a intervenire a livello individuale senza sottoporre gli altri ventuno a estenuanti ripetizioni e inviti all’impegno.

Trasliamo l’esempio all’intera popolazione italiana sul tema delle vaccinazioni contro la pandemia corrente. Circa 45 milioni di italiani (84% degli invitati) si sono vaccinati con due dosi di vaccino e circa sette milioni ancora non hanno aderito all’invito e potremmo definirli genericamente “esitanti vaccinali”. Tra questi sette milioni ci sono senz’altro persone con motivazioni diverse e interi nuclei familiari che contribuiscono quindi alla numerosità dei suscettibili alle infezioni in diversi gruppi di età a partire dagli adolescenti. Se dovessimo comportarci come nell’esempio della scuola, dovremmo capire chi sono esattamente i non vaccinati, studiare le motivazioni della mancata vaccinazione, identificare gli ostacoli rimovibili e così promuovere a livello individuale l’adesione alla vaccinazione. Invece ci troviamo a discutere di provvedimenti a tappeto sull’intera popolazione, come l’introduzione dell’obbligo vaccinale oppure dell’effetto del green pass esteso, in vigore da poche settimane.

Nel campo delle vaccinazioni per l’infanzia, palestra fondamentale per saggiare l’efficacia di vari approcci all’offerta di vaccinazione, da tempo c’è consenso unanime sul fatto che l’offerta attiva con chiamata diretta dei vaccinandi sia il modo migliore per raggiungere tutti. Lo stesso sistema viene applicato anche ad altri settori della prevenzione, per esempio con la chiamata attiva per gli screening oncologici, che non sono obbligatori, ma sono opportunità di salute. Perché non applicare anche alla situazione attuale lo stesso approccio?

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(Foto di Quino Al su Unsplash)

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