Comincia oggi a Ferrara quel piccolo gioiello di “cultura dell’attuale” che è il Festival di Internazionale, che giunge alla sua nona edizione. La rassegna prosegue fino a domenica 4 ottobre e come ogni anno riunisce giornalisti, scrittori, fotografi, fumettisti, ma anche esponenti di associazioni e di istituzioni, italiani e internazionali. L’intento è mettere in piedi conferenze, conversazioni, proiezioni, presentazioni di libri e dibattiti per riflettere sul mondo. Gli incontri sono davvero numerosi, sparsi nei tantissimi luoghi (all’aperto e al chiuso) del centro storico della città emiliana. Ognuno ha un tema molto circoscritto, per non essere dispersivi, e di solito non supera le due ore, il che permette al pubblico di programmare gli appuntamenti ai quali non vuole rinunciare senza il rischio di ritrovarsi esausto dopo il primo.

Scorrendo il programma c’è davvero l’imbarazzo della scelta, perché ogni aspetto dell’attualità diventa lo spunto per costruire un momento di riflessione, avendo l’opportunità di sentirne parlare chi conosce i problemi e i luoghi oggetto del confronto. Per esempio l’Afghanistan, Paese nel quale l’Occidente (Italia compresa) ha conosciuto un impegno improvviso dopo la strage di New York, ma oggi quanto ne sappiamo? Le truppe dei Paesi che avevano partecipato agli interventi militari stanno rientrando, ma quale Paese lasciano? Se ne parlerà con Mujib Mashal, giornalista afgano, Nargis Nehan, dell’associazione Equality for peace and democracy, Joël van Houdt, fotogiornalista olandese, moderati da Junko Terao.

Il filo conduttore di quest’anno sono le nuove frontiere, «intese in senso geografico – si legge in un comunicato stampa –, il Mediterraneo crudele attraversato dai migranti in cerca di orizzonti europei, ma anche le coste australiane, nuova terra di speranza per i popoli afghani, e ancora i confini di fili spinati dismessi tra Cuba e Stati Uniti. Ma le frontiere non sono solo fisiche, riguardano anche il modo di intendere i diritti, le libertà collettive e individuali, sono uno strumento per confrontarsi con l’ignoto». All’interno del festival c’è anche la rassegna Mondocinema, che presenta alcune pellicole d’autore: «Sei titoli – cinque uscite del 2015, una del 2014 – che sono già stati presentati nei festival internazionali e hanno ricevuto riconoscimenti a Berlino e a Cannes. La chiusura della rassegna è nell’evento speciale di sabato 3 ottobre con Dalibor Matani? e Tihana Lazovic, rispettivamente regista e attrice protagonista di Sole Alto, premio della giuria nella sezione Un Certain Regard a Cannes 2015». Il cinema diventa mezzo per mostrare la realtà nell’altra rassegna contenuta nel festival, Mondovisioni. La parola si affranca dall’immagine con i documentari radiofonici che saranno trasmessi nella cornice di Mondoascolti, dove si esplora «il tema della partenza e del viaggio, quando le persone sono in contatto con la parte più naturale di sé, quella di chi si mette in moto, alla ricerca di un destino migliore».

L’appuntamento che certamente incuriosisce di più è quello che chiuderà il festival, alle 16,30 di domenica al teatro Comunale, tra Adriano Sofri e Zerocalcare, dal titolo “Con i cuori a Kobane”. Entrambi gli ospiti hanno infatti visitato i luoghi del conflitto siriano e li hanno raccontati, il primo con i suoi reportage, il secondo con il linguaggio che gli è più congeniale, il fumetto. Essendo l’anno di Expo, non poteva mancare una sezione del festival dedicata al cibo : «Ci sarà Alice Waters, l’ambasciatrice dell’alimentazione sana e ispiratrice della svolta salutista di Michelle Obama, che ci spiegherà come cambiare il mondo con la buona cucina. Ci saranno poi tanti altri incontri legati alla nutrizione: con Chiara Lalli passeremo in rassegna un vestiario ironico delle nostre manie alimentari. Ci interrogheremo poi su quali sono le scelte politiche consapevoli e gli stili di vita sostenibili che possono permetterci di trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. Come rispondere all’eterno dibattito tra carnivori, vegetariani, vegani? Quanto è importante l’alimentazione in nuovo modello di benessere organizzativo?».

Da segnalare che Internazionale a Ferrara va “oltre le frontiere” in tutti i sensi, dato che l’evento è stato concepito in modo da garantire a tutti l’accessibilità agli incontri: «Tutti gli spazi del festival sono senza barriere architettoniche. Le persone con disabilità avranno un accesso prioritario agli eventi (insieme a un accompagnatore) e non dovranno ritirare un tagliando. Alcuni incontri sono tradotti in lingua italiana dei segni».