Secondo una visione molto comune, l’essere umano compie una parabola nel suo sviluppo, che dopo una fase ascendente (corrispondente all’incirca ai primi 25 anni) porta a un lento declino. È un’impostazione che la scienza sta da tempo iniziando a mettere in dubbio, come spiega David Robson in un articolo tradotto da Internazionale.

Indipendentemente dal fatto che sia rappresentata su libri, palcoscenici o schermi, la storia della salute e della felicità dell’essere umano spesso viene rappresentata come un ineluttabile arco che va dalla nascita alla morte. William Shakespeare ha saputo rendere questo concetto meglio di chiunque altro con il suo discorso sulle “sette età dell’uomo”. Giungiamo in questo mondo come neonati che “gemono e rigurgitano”, attraversiamo le stranezze tipiche dell’infanzia e dell’adolescenza, passiamo attraverso l’età dell’oro della nostra mente e del nostro fisico, prima di un lento declino.

Fino a non molto tempo fa, anche la scienza sembrava confermare questa visione della vita. Rispetto a molte capacità si pensava che noi esseri umani raggiungessimo il nostro massimo ben prima della mezza età; eppure è sempre più chiaro che questa era un’immagine fin troppo semplicistica. L’infanzia e l’adolescenza possono rappresentare i periodi di più rapido sviluppo, ma il nostro cervello può cambiare in maniera molto positiva nell’arco di tutta la vita e alcune importanti capacità cognitive continuano a migliorare anche quando abbiamo cinquanta, sessanta e settanta anni. “L’intera teoria secondo cui il cervello raggiunge la piena maturità ai venticinque anni è una baggianata”, dichiara Daniel Romer, psicologo presso l’Università della Pennsylvania.

Anche la nostra forma fisica non segue una semplice curva con una fase di aumento, un picco e un crollo. Se da un lato un ventenne può essere in grado di vincere una gara di velocità, in molti altri sport la performance migliore potrebbe avvenire in un’età più matura. Per non parlare di fattori come il benessere emotivo e l’equilibrio mentale, che seguono schemi di crescita e calo imprevedibili. E anche se spesso rimpiangiamo la felicità della nostra gioventù, per molti di noi i giorni più felici della vita sono quelli che devono ancora arrivare.

Imparando a riconoscere questi schemi, possiamo trovare modi migliori di nutrire la nostra crescita e abbracciare le possibilità che ci si presentano a ogni stadio della nostra vita. Quindi, da un punto di vista scientifico, cosa sono le sette età della vita? Come possiamo ricavarne il massimo?

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(Foto di Vidar Nordli-Mathisen su Unsplash )

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