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Autorevole

o autoritario?

Chi è il capo

C

apo, guida, capitano, con-

dottiero. Possono essere

considerati dei sinonimi di

leader, una parola inglese

derivata dal verbo to lead - guida-

re, entrata ormai a far parte del lin-

guaggio più comune. Cercando una

definizione il più possibile asettica si

potrebbe attribuire il ruolo di leader

a chi in un determinato gruppo ri-

copre il comando o la direzione, in-

teso come processo d’influenza sui

membri del gruppo per il persegui-

mento degli scopi comuni. Si tratta

però di una definizione piuttosto ri-

stretta. Tutto il mondo delle Scienze

sociali potrebbe metterla profonda-

mente in discussione introducendo

variabili quali la relazione tra leader

e potere o tra leader e carisma. Que-

sto fa capire che ci si trova davanti

ad una parola estremamente artico-

lata. E il quadro si complicherebbe

ulteriormente aggiungendo il con-

cetto di leadership. Volendo però

semplificare, introduciamo una pa-

rola diversa: autorevolezza. Ovve-

ro, l’essere autorevoli che, dal punto

di vista etimologico, deriva dal lati-

no augere - accrescere, far crescere.

L’opposto è autorità. Perché se l’au-

torità corrisponde al mero esercizio

del potere all’interno di un gruppo o

di un’organizzazione, l’autorevolez-

za è data da ciò che gli altri ricono-

scono in noi. Mentre la prima è più

legata ad uno stile direttivo, la se-

conda si associa ad uno stile parte-

cipativo. Ad un leader chiediamo di

essere autorevole perché essere lea-

der significa ispirare e influenzare,

avere una visione chiara di dove si

vuole andare e saperla trasmettere

ai collaboratori. Così leadership di-

venta la propensione a liberare il ta-

lento delle persone, condividere con

loro i propri obiettivi e renderli sti-

molanti e appaganti. Guidare un

gruppo per farlo crescere, appunto.

Ecco il nostro leader.

a tu per tu con avis | marzo 2017

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i d e n t i k i t