L’Italia potrebbe presto avere una nuova agenzia di ricerca nazionale. La comunità scientifica attende da tempo che si faccia ordine tra i vari meccanismi che regolano l’accesso ai fondi pubblici destinati alla ricerca, ma molti scienziati sono convinti che la nuova agenzia non risolverà il problema. La preoccupazione principale riguarda il fatto che i ricercatori stessi non sono stati coinvolti nell’ideazione del progetto e non hanno potuto dire la loro su come tale nuovo soggetto dovrà funzionare. Lo stesso ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti si è detto sorpreso nel ritrovare nella bozza della manovra di bilancio per il 2020 la proposta di creazione dell’agenzia, spiega Nature. Fioramonti era stato coinvolto nella fase preliminare di ideazione, ma tutto si è fermato lì. «Le funzioni e la governance dell’agenzia possono essere decise solo a seguito di una discussione con la comunità dei ricercatori», ha detto. Si teme inoltre per la sua indipendenza da influenze politiche. Secondo la bozza di manovra circolata in questi giorni, i vertici dell’agenzia saranno decisi dalla politica: il presidente del Consiglio sceglierà il direttore e i ministri sceglieranno la maggior parte degli otto membri del comitato esecutivo. In molti avevano invece sperato in un ente che agisse sotto la supervisione di dirigenti provenienti dal mondo della ricerca e consulenti scientifici.

Il panorama italiano della ricerca

Al momento il programma di ricerca italiano ha un budget di 2,5 miliardi di euro per il periodo 2015-2020, ma l’ultimo bando relativo alla ricerca di base è stato pubblicato nel 2017. Inoltre, l’Italia investe solo l’1,2 per cento del prodotto interno lordo in ricerca, molto al di sotto della media dell’Unione europea che si attesta attorno al 3 per cento. La comunità scientifica sperava in un’agenzia che avrebbe semplificato il finanziamento alla ricerca, ma invece la scelta della politica sembra andare in una direzione opposta, visto che in questo modo si crea un nuovo soggetto con un proprio budget. Non è chiaro inoltre in che modo l’agenzia interagirà con gli altri meccanismi di finanziamento della ricerca scientifica già esistenti. Attualmente si sa che saranno finanziati progetti “altamente strategici” e nel testo presente in manovra si incoraggia l’Italia a partecipare a iniziative di ricerca europee e internazionali. L’agenzia sarà finanziata con 25 milioni di euro nel 2020, che saliranno a 200 milioni nel 2021 e 300 milioni nel 2022. Vincenzo Costanzo, ricercatore all’Ifom, un istituto di oncologia molecolare di Milano, vede questa come una grande occasione sprecata. «È promettente il fatto che l’argomento sia parte della strategia di governo – ha detto –. Purtroppo però non è chiaro il modello che ci sta dietro. Abbiamo davvero bisogno di un’agenzia che regoli i bandi di ricerca annuali».

(Foto di Louis Reed su Unsplash)