Con questo post inauguriamo una piccola serie dedicata a un concetto del quale abbiamo parlato già più volte (qui e qui), ossia la rappresentanza (o rappresentatività). In qualsiasi istituzione (politica o associativa) che voglia dirsi espressione di un corpo sociale, la capacità di sintesi dei rappresentanti che vengono eletti è fondamentale per perseguire l’unitarietà degli intenti, senza rinunciare al pluralismo dei punti di vista. Le persone chiamate a ricoprire ruoli di rappresentanza (per i quali queste si candidano spontaneamente, con un processo di autoselezione) devono avere determinate caratteristiche, pena la messa in discussione del loro ruolo, della loro persona, ma anche dell’identità stessa dell’istituzione che rappresentano.

C’è un prima e un dopo per qualsiasi leader, e la capacità di entrare e uscire dai ruoli di comando senza generare traumi, ma anzi lasciando un contributo positivo, è una di queste caratteristiche. Confondere la propria storia personale con quella dell’istituzione che si rappresenta può portare gravi danni a quest’ultima, e i casi di questa dissonanza cognitiva non sono mancati nella storia. Introduciamo l’argomento con una serie di aforismi e citazioni che, a vario titolo, troviamo utili a descriverlo. Nei prossimi giorni lo svilupperemo in maniera più articolata, anche a partire dalle citazioni che seguono.

Non vivo per me, ma per la generazione che verrà. (Vincent van Gogh)

Egli è un uomo intelligente, ma per agire intelligentemente l’intelligenza sola non basta. (Fëdor Dostoevskij)

Se avete fiducia in voi stessi, ispirate fiducia agli altri. (Johann Wolfgang von Goethe)

Non rivolgerti con tono sferzante ad alcuno. Coloro ai quali ti rivolgerai in questo modo potrebbero rispondere nello stesso modo: le ingiurie sono dolorose. Colpo su colpo, esse ricadranno su di te. (Seneca)

Nessun impero violento durò a lungo: solo quello che è moderato resiste al tempo. (Seneca)

Quanto al nome era una democrazia, ma di fatto era il governo di uno solo. (Tucidide, parlando della democrazia sotto Pericle)

Di tutte le manifestazioni del potere quella che impressiona di più gli uomini è la moderazione. (Tucidide)

Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna. (Aldous Huxley)

Se ti assumi un ruolo al di sopra delle tue possibilità, non solo ci fai una brutta figura, ma tralasci anche il ruolo che potevi svolgere. (Epitteto)

Una volta superata la misura, non c’è più alcun limite. (Epitteto)

Non sei una monade isolata, ma una parte unica e insostituibile del cosmo. Non dimenticarlo, sei un elemento essenziale nel groviglio dell’umanità. (Epitteto)

Perché sei tu che conosci te stesso, qual è il valore che ti attribuisci e a quanto ti vendi; gli uomini, infatti, si vendono a prezzi differenti. (Epitteto)

Afflitto da un complesso di parità. Non si sente inferiore a nessuno. (Ennio Flaiano)

Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti. Dove sono i santi? Dovremo accontentarci di morire in odore di pubblicità. (Ennio Flaiano)

Il vero signore è simile ad un arciere: se manca il bersaglio cerca la causa di questo in se stesso. (Confucio)

Saggezza e buon senso si ottengono in tre modi: primo con la riflessione, che è la cosa più nobile; secondo attraverso l’imitazione, che è la cosa più semplice; e terzo con l’esperienza, che è la cosa più amara di tutte. (Confucio)

Troviamo dotate di buon senso soltanto le persone che la pensano come noi. (François de La Rochefoucauld)

Se le tue azioni spingono gli altri a sognare di più, imparare di più e diventare migliori, allora sei un leader. (John Quincy Adams, politico statunitense e sesto presidente della storia degli Usa)

Un leader è migliore quando la gente sa a malapena della sua esistenza; quando la sua opera sarà compiuta, il suo obiettivo raggiunto, la gente dirà: siamo stati noi a farlo. (Lao Tzu)

Il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero. E a questo credo io mi piegherò sempre, per questo credo io pagherò sempre: ignorando orgogliosamente chi non capisce o chi per i suoi interessi e le sue ideologie finge di non capire. (Oriana Fallaci)

Ora tutto appare chiaro alla generazione che passa, e si meraviglia degli errori, ride della semplicità dei suoi antenati, e non vede che un fuoco celeste irradia tutti questi annali, che grida da essi ogni lettera, e che di là, penetrante, un dito s’appunta proprio su essa, su essa, la generazione che passa. Ma ride la generazione che passa, e sicura di sé, orgogliosa, dà inizio a una nuova serie di errori, sui quali a loro volta rideranno i posteri. (Gogol’)

Non ci può essere nessuna storia del passato così come questo veramente accadde. Ci possono essere solo interpretazioni storiche, e nessuna di questa è definitiva; e ogni generazione ha il diritto di crearsi le sue proprie interpretazioni. (Karl Popper)

Se uno ti viene a dire che un tale parla male di te, non cercare di difenderti, ma rispondi: “Senz’altro costui ignora gli altri miei difetti, altrimenti non avrebbe parlato solo di questi”. (Epitteto)

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