Una ricerca sugli stili di vita degli adolescenti, realizzata a Pavia, mostra che oltre la metà degli intervistati ha giocato almeno una volta d’azzardo, con “gratta e vinci” o altro. Anche gli atti di bullismo riguardano più del 50 per cento dei ragazzi del comune lombardo. L’articolo pubblicato da Vita a proposito della ricerca.

Sono stati presentati a Pavia i risultati della ricerca “Progetto Selfie”, effettuata nell’ambito del Progetto “Pavia Gioca Sano”, promosso dal Comune e finanziato da Regione Lombardia, ai sensi del “Bando dedicato agli Enti Locali per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico – L.r. 8/2013”.

La ricerca, curata dal Centro “Semi di melo” e realizzata dalla Casa del Giovane di Pavia, ha avuto come focus tematico il delicato tema dell’adolescenza: l’obiettivo principale, infatti, è stato quello di realizzare un’indagine sugli stili di vita dei giovani (studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado) attraverso la compilazione di un questionario on line, a cui i ragazzi sono stati invitati a rispondere direttamente, in forma anonima.

Sono stati raccolti complessivamente 5.200 questionari; l’indagine era composta da un totale di 65 domande e 9 sezioni per ciascuno: dall’analisi socio-anagrafica alle attività svolte nel tempo libero, dall’utilizzo di internet alla valutazione di fenomeni di rischio (gioco d’azzardo, consumo di sostanze stupefacenti, alcool e sigarette). Senza dimenticare la rappresentazione di sé e il valore delle relazioni.

Per fare un esempio, parlando di bullismo, alla domanda “Ti sei sentito fortemente offeso, isolato, minacciato, preso in giro a causa dei comportamenti ripetuti di qualcuno?”, ha risposto affermativamente il 46 per cento degli studenti degli Istituti secondari di primo grado e il 53 per cento degli studenti degli Istituti secondari di secondo grado. Alla stessa domanda riportata nel mondo virtuale hanno risposto affermativamente il 14 per cento degli studenti degli istituti di primo grado e il 22 per cento di quelli di secondo grado. Negli istituti delle scuole medie il consumo di sostanze stupefacenti è collegato al bisogno di affrontare momenti difficili (18 per cento) così come quello di alcool (38 per cento), segno che i giovanissimi in grande percentuale percepiscono l’uso di queste sostanze come una risposta al proprio malessere.

In merito a questo preoccupante è constatare che, alla domanda “quanto spesso consumi alcool fino all’ubriacatura?”, ha risposto di farlo almeno una volta al mese il 5 per cento dei giovani delle scuole medie e il 21 per cento degli istituti superiori.

Rispetto alla gestione del proprio malessere, da evidenziare anche che il 24 per cento degli studenti si è procurato del dolore fisico volontariamente. Siamo quindi davanti ad una generazione che fatica a trovare risposte e soluzioni non distruttive alle proprie sofferenze. Il 41 per cento degli studenti ha risposto di essere insoddisfatto della propria immagine corporea, mentre il 50 per cento cambierebbe qualcosa di sé per piacere agli altri: la necessità di apparire ha preso ormai il sopravvento, oggi scattare “selfie” perfetti è diventata un’esigenza irrinunciabile.

Allo stesso modo, riveste grande importanza il giudizio dei propri coetanei, principali punti di riferimento a livello relazionale. Il 47,80 per cento dei ragazzi, infatti, ha dichiarato di sentirsi capito soprattutto dai propri amici (solo il 7,83 per cento ha risposto di sentirsi capito dai professori: un’informazione su cui sarebbe utile ragionare). La maggior parte dei ragazzi, in particolare negli istituti superiori, ritiene che parlare dei propri problemi, in particolare con gli adulti, sia una perdita di tempo.

In merito all’influenza degli amici rispetto ai comportamenti disfunzionali, la maggior parte dei ragazzi riferisce di non sentirsi condizionato dai pari, inoltre, specialmente nelle scuole di primo grado, in alte percentuali affermano di non intervenire davanti a situazioni critiche in cui sono protagonisti i loro amici.

Molto preoccupanti sono i dati relativi al gioco d’azzardo: il 55,5 per cento degli studenti delle scuole superiori ha ammesso di aver già giocato d’azzardo contro un 23,3 per cento dei ragazzi delle scuole medie. La tipologia di gioco preferita è il Gratta e Vinci, utilizzata dal 47,29 per cento. È significativo, tra l’altro, che il 59 per cento degli intervistati abbia utilizzato per la prima volta un Gratta e Vinci in compagnia dei propri genitori. In questo ambito va posta particolare attenzione in quanto la spesa per i Gratta e vinci risulta maggiore nei giovani delle scuole medie. Attenzione va posta anche all’uso di slot machine che evidenzia una percentuale molto elevata rispetto ad altri territori (14 per cento dichiara di avere già giocato).

Il 54,14 per cento degli studenti ha riferito di giocare d’azzardo per arricchirsi, il 14,69 per cento per il gusto della sfida, il 6,18 per cento per noia. Tuttavia, il 38,94 per cento è ben consapevole che l’azzardo sia una malattia.

Dall’analisi dei dati, in linea generale, emerge uno spaccato importante di adolescenti e giovani che necessita di risposte chiare e tempestive, di interventi adeguati, anche in una logica di prevenzione e riduzione del danno.

Un momento di grande riflessione per tutti che ha fatto emergere importanti consapevolezze e grandi domande, da cui sarà necessario partire per nuove riflessioni e azioni pratiche da parte dell’intera comunità educante.

(Foto di Jesús Rodríguez su Unsplash)