La bozza della Legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri nella serata tra il 17 e il 18 ottobre contiene un contributo aggiuntivo di 200 milioni di euro per il Servizio civile universale, valido per il 2021 e il 2022. L’iter della Legge di bilancio dello Stato è lungo e tortuoso, e tutto può ancora cambiare da qui al momento in cui arriverà il voto definitivo in Parlamento. Ma intanto è un segnale positivo quello lanciato dalle istituzioni. «Sono davvero contento di aver chiesto e ottenuto 200 milioni in più per il 2021 e 200 milioni in più per il 2022 per il Servizio Civile Universale. Queste somme aggiuntive serviranno per coprire i tagli che erano stati fatti dai precedenti governi, ma sono certo che troveremo nei prossimi mesi ulteriori somme e che il Servizio Civile Universale sarà al centro degli investimenti previsti grazie al Recovery Fund», ha detto il ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora. La bozza è stata approvata “salvo intese”, una formula che lascia ampi margini di modifica al testo prima che questo arrivi alle Camere. «Significa che ancora non c’è un testo definitivo degli articolati, che potranno così essere riveduti e corretti prima dell’invio al Parlamento. Ovvero, ad oggi, quello del governo e di Spadafora è un impegno, certamente importante, ma solo sulla parola». “Salvo intese” è una formula utilizzata spesso, per un motivo che viene spiegato da Avvenire (in un articolo che si riferiva alla Legge di bilancio dello scorso anno): «È una procedura che negli ultimi anni è stata adottata dai diversi governi con sempre maggiore frequenza e che permette di rispettare formalmente le scadenze […] e di dare al contempo all’esecutivo più tempo per redigere i testi ma anche per sciogliere nodi tecnici e politici. Con questa formula però non solo si sono allungati a dismisura i tempi tra l’ok formale ai testi e la loro pubblicazione ma in taluni casi i provvedimenti legislativi hanno subito modifiche importanti rispetto a come erano stati presentati nei Cdm. Una prassi poco trasparente che ha portato nello scorso aprile (2019, ndr) il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a richiamare il precedente governo per i troppi decreti approvati “al buio”».

Reazioni positive

La reazione all’annuncio è stata generalmente positiva da parte dei rappresentanti del volontariato. «I 200 milioni aggiuntivi per il 2021 e il 2022 renderanno possibili 50.000 posizioni all’anno, iniziando a dare concretezza all’obiettivo di stabilizzare il contingente annuo del Servizio Civile Universale così come richiesto dai 127 enti accreditati e dall’appello di Vita – ha commentato la Conferenza nazionale degli enti di servizio civile (Cnesc) –. Un ringraziamento all’impegno del ministro Spadafora e alla sensibilità del presidente del Consiglio Conte, del ministro Gualtieri e di tutte le componenti del governo. Adesso è possibile aprire tre pagine nuove: operare per la qualità delle esperienze svolte dai giovani, anche attraverso il riconoscimento delle competenze acquisite; incrementare l’efficacia dei programmi messi in campo dagli enti; fare un tagliando di alcune parti della riforma del 2016». L’appello a cui fa riferimento la Cnesc era stato diffuso dal mensile Vita proprio nei giorni precedenti alla discussione sulla prossima Legge di bilancio, e denunciava una situazione ben nota a chi si occupa di terzo settore: il fatto che ogni anno, a causa della limitatezza dei fondi, decine di migliaia di giovani che vorrebbero fare il servizio civile (fra gli 80 mila e i 120 mila negli ultimi anni) ne restano esclusi. «Nella prossima legge di bilancio il governo deve trovare i fondi necessari per tutti i giovani che desiderano impegnarsi col servizio civile facendo domanda. Dire no ogni anno a decine di migliaia di ragazzi e? uno scandalo che deve finire», si legge nell’appello. Non basteranno questi 200 milioni (qualora fossero confermati nella versione definitiva della Legge di bilancio) per considerare risolto il problema. Ma si tratta certamente di un importante passo nella giusta direzione perché, come ha detto Feliciana Farnese, presidente della Consulta Nazionale Servizio Civile Universale, «L’aumento del fondo nazionale del fondo per il servizio civile è un tema che non interessa solo gli enti ma tutta la società civile, per l’impatto straordinario che queste attività generano. Questi progetti sono infatti economie, redditi, servizi».

(Foto di Clay Banks su Unsplash)