L’Italia rischia di pagare multe salatissime all’Unione europea, per colpa della sua incapacità di gestire i rifiuti. Al momento la notizia non sta circolando nei principali canali informativi, ma tra qualche mese, quando il fatto sarà compiuto, sarà troppo tardi per parlarne. Riprendiamo un articolo di Alessandro Graziadei sulla testata Unimondo.org per fare il punto della situazione.

La cattiva gestione dei rifiuti ha lasciato una macchia indelebile sul territorio italiano e “lavarla” potrebbe costarci caro. Risale, infatti, all’aprile 2007 la sentenza con cui l’Italia è stata riconosciuta responsabile dalla Corte di giustizia europea della presenza sul suo territorio di centinaia di discariche illegali e omessi controlli nella gestione dei rifiuti. A seguito di questa sentenza la Commissione europea ha inviato all’Italia, nel febbraio 2008, una lettera di costituzione in mora e, nel giugno 2009, un parere motivato, segnalando che la violazione sistematica e generalizzata constatata dalla Corte di giustizia era ancora in corso. Nel giugno 2011 la Commissione ha chiesto all’Italia di presentare un calendario credibile per la regolarizzazione di tutti i siti in questione entro un lasso di tempo ragionevole, ma nonostante siano stati compiuti alcuni progressi significativi è chiaro che i problemi nella gestione del ciclo e dello stoccaggio dei rifiuti persistono in quasi tutte le regioni italiane.

Così, lo scorso 24 ottobre, la Commissione europea ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di deferire il nostro Paese che potrebbe essere condannato a pagare una multa di 56 milioni di euro e un’ammenda giornaliera di 256.819 euro «fino al giorno della regolarizzazione dell’infrazione» per il mancato rispetto di quella sentenza visto che, si legge in una nota diffusa da Bruxelles, «le misure attualmente in vigore non sono state ancora sufficienti per risolvere il problema a lungo termine». Nello specifico le discariche da bonificare, secondo la Commissione, sono 255, di cui 16 contenenti rifiuti pericolosi. Nonostante gli impegni presi nel 2007, ha evidenziato la nota, «solo 31 discariche problematiche saranno bonificate entro la fine del 2012 e un calendario completo per l’ultimazione dei lavori è stato programmato solo per 132 discariche». Inoltre, la Commissione fa sapere di non disporre, ad oggi, «di informazioni da cui risulti che l’Italia abbia istituito un sistema di controllo adeguato per evitare l’apertura di nuove discariche illegali». La decisione è dunque un chiaro sollecito, se non un ultimatum, ad agire urgentemente e bonificare centinaia di discariche illegali pericolose per la salute.

[…] «A questo punto devono intervenire il governo e il Parlamento, riformando una disciplina che oggi favorisce solo lo smaltimento o l’incenerimento – ha dichiarato Stefano Leoni, presidente di Wwf Italia -. Occorre introdurre un regime fiscale che favorisca il riciclaggio, ed eliminare sussidi nocivi come quello ai termovalorizzatori». Sulla maxi multa inflitta al Belpaese sommerso dai rifiuti è intervenuta anche Legambiente: «Era del tutto prevedibile», ha dichiarato a caldo Stefano Ciafani, vice-presidente nazionale di Legambiente. […] «Sono anni che contestiamo l’assenza di una politica nazionale per ridurre lo smaltimento in discarica, che purtroppo rimane ancora oggi nel nostro Paese la principale opzione di gestione dei rifiuti. Abbiamo sempre sostenuto che la fondamentale leva da muovere sia quella economica. Da qui la richiesta di modificare la vecchia legge del 1995, che ha istituito l’ecotassa e che ancora oggi arriva a un tetto massimo di soli 25 euro a tonnellata. Solo togliendo quel tetto massimo avremmo potuto tartassare lo smaltimento in discarica. Il Parlamento in questo ultimo scorcio di legislatura approvi subito una legge che modifichi quella del 1995» è stato l’auspicio di Legambiente.

L’impressione, stando a quanto riportato dalle due associazioni ambientaliste, è che se non verranno trovate risorse per risanare subito le 255 discariche a rischio «qualsiasi misura tampone non sarà forse sufficiente a evitare l’umiliazione della multa oggi minacciata, ma perlomeno servirà a evitare nuove condanne e nuove sanzioni» ha concluso Leoni. […]

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