Nel post di ieri abbiamo sollevato la questione del possibile blocco delle partenze dei progetti di servizio civile 2012. Rimandiamo all’articolo per le motivazioni, e per dovere di cronaca riportiamo l’aggiornamento pubblicato oggi dal sito internet dell’Ufficio nazionale per il servizio civile, che conferma quanto anticipato su questo blog:

«Con l’ordinanza n. 15243/11RG del 9/1/2012, il Tribunale di Milano -sez lavoro- ha dichiarato discriminatoria la limitazione prevista dall’art. 3 del “Bando per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero” pubblicato il 20/09/2011, nella parte in cui chiede il possesso della cittadinanza italiana quale requisito di ammissione allo svolgimento del Servizio Civile Nazionale.

Con la stessa decisione il giudice ha ordinato alla Presidenza del consiglio dei ministri – Ufficio nazionale per il servizio civile di sospendere le procedure di selezione, di modificare il bando nella parte in cui richiede il requisito della cittadinanza consentendo l’accesso anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia e di fissare un nuovo termine per la presentazione delle domande. Pertanto, in esecuzione alla citata ordinanza l’avvio al Servizio Civile Nazionale è sospeso con effetto immediato per tutti i volontari selezionati per i progetti inseriti sia nel bando nazionale di 10.481 volontari, sia nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente emanati dall’Ufficio per i quali è previsto il medesimo requisito della cittadinanza italiana […]

Sarà cura di quest’Ufficio comunicare con successivi “Avvisi” l’evolversi della vicenda in relazione agli esiti della richiesta urgente della sospensione degli effetti dell’ordinanza in argomento e dell’appello presentato avverso la suddetta ordinanza. Si assicura fin da ora che l’Ufficio adotterà tutte le misure ritenute più opportune al fine di limitare i disagi agli enti ed ai giovani derivanti dalla situazione venutasi a determinare con la pronuncia giurisdizionale in argomento».

Le strade che si aprono sono diverse a questo punto. Il blocco ha effetto immediato, ma il suo superamento è segnato da tempistiche incerte. A sentire Paolo Molinari, direttore vicario dell’Ufficio nazionale, «i tempi per l’udienza d’appello non saranno brevissimi. Fino a quel momento non possiamo far altro che sospendere tutto». Considerando i tempi della giustizia italiana potrebbero volerci mesi. È possibile che si passi quindi a una soluzione di compromesso.

«Potremmo decidere di non avvalerci dell’ordinanza -ha spiegato Alberto Guariso, il legale che ha predisposto il ricorso al tribunale del lavoro- a patto che si avvii, anche sotto impulso del ministero per l’Integrazione, un percorso giuridico che già dal prossimo anno accolga gli stranieri nei progetti di volontariato».

Una soluzione certamente più interessante, che tutelerebbe l’interesse dei residenti in Italia anche se privi della cittadinanza, ma senza compromettere i progetti di migliaia di giovani, che di punto in bianco si ritrovano con un sacco di tempo libero. E quelli di migliaia di associazioni, che devono fare a meno di un punto di forza fondamentale.

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