Oggi è la Giornata mondiale senza tabacco, e l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha deciso di dedicarla alla salute dei polmoni. Come è noto, il fumo di tabacco è la prima causa di sviluppo di cancro ai polmoni, ed è responsabile di oltre i due terzi delle morti per questa patologia a livello globale. Il “fumo passivo”, poi, aumenta i fattori di rischio.

Le patologie legate al tabacco

Il tabacco è anche responsabile delle malattie respiratorie croniche, che comportano la formazione di muco e pus nei polmoni, provocando tosse, dolori e difficoltà respiratorie. Gli effetti si aggravano nelle persone che soffrono di asma. Il rischio di sviluppare questo tipo di patologie è più alto quanto più bassa è l’età in cui si comincia a fumare. Un altro problema è l’esposizione alle tossine del tabacco in utero. Se una donna in gravidanza fuma (o si espone a fumo passivo), il feto rischia di non sviluppare correttamente la crescita e la piena funzionalità dei polmoni. Il tabacco può anche legarsi ad altre malattie, come la tubercolosi, aggravandone sintomi e conseguenze. Inoltre la combustione delle sigarette contribuisce a incrementare i livelli di inquinamento atmosferico. Il tabacco contiene almeno 69 elementi chimici cancerogeni, che restano in fluttuazione anche per 5 ore prima di depositarsi, contribuendo alla tossicità degli ambienti. Per tutti questi motivi, l’Oms ha intrapreso una campagna che mira non solo all’informazione, ma anche all’unica azione possibile per ridurre o eliminare tutti questi rischi: smettere di fumare.

I benefici di chi smette

Ecco una classificazione dei benefici immediati e a medio lungo termine di chi smette di fumare:

  • Dopo 20 minuti: il battito cardiaco e la pressione sanguigna si abbassano.
  • Dopo 12 ore: i livelli di monossido di carbonio nel sangue tornano a livelli normali.
  • Dopo 2-12 settimane: migliorano la circolazione sanguigna e la funzionalità polmonare.
  • Dopo 1-9 mesi: diminuiscono gli accessi di tosse e il respiro corto.
  • Dopo 1 anno: il rischio di malattie coronariche scende alla metà rispetto a un fumatore.
  • Dopo 5 anni: il rischio di ictus si riduce a quello di un non fumatore (5-15 anni dopo avero smesso).
  • Dopo 10 anni: il rischio di tumore al polmone scende alla metà rispetto a un fumatore e diminuisce il rischio di cancro alla bocca, gola, esofago, vescica, cervice e pancreas.
  • Dopo 15 anni: il rischio di malattie coronariche scende ai livelli di un non fumatore.

Altri benefici generali per chi smette di fumare sono una riduzione delle probabilità di sviluppare impotenza, difficoltà a rimanere incinte, avere parti prematuri, nascite di bambini sotto peso o aborti.

Una strategia per smettere di fumare

Il fumo di sigaretta è una vera e propria dipendenza, e quindi nessun piano che sia fatto di sola informazione sui rischi può avere una qualche efficacia. Sul sito dell’Oms si può trovare una guida pratica (purtroppo non disponibile in italiano) che affronta il problema da vari i punti di vista, presentando consigli per intraprendere la difficile (ma abbordabile) sfida di smettere di fumare. Tra le varie sezioni della guida troviamo un possibile piano di azione:

  1. Decidete una data in cui smetterete di fumare. Datevi un obiettivo (il vostro compleanno, il primo dell’anno, una data significativa per voi). Aiuterà a tenervi concentrati e motivati sull’obiettivo. Ovviamente non siete tenuti a farlo: potete smettere anche oggi.
  2. Condividete la vostra sfida con amici, famiglia, colleghi. Può essere utile avere il loro supporto nel cercare di non cadere in tentazione. Meglio ancora se trovate un “quit buddy”, un’altra persona che vuole smettere. Vi darete motivazione reciproca. Se serve, chiedete comprensione ai fumatori che vi stanno attorno: che evitino di accendersi una sigaretta proprio davanti a voi.
  3. Preparatevi alle sfide. È bene informarsi e arrivare preparati al momento in cui si smetterà di fumare. Soprattutto nelle prime settimane possono arrivare sintomi da astinenza di nicotina, così come le difficoltà legate all’interruzione di un’abitudine consolidata.
  4. Liberatevi di tutti gli oggetti in qualche modo legati al fumo. Per evitare tentazioni, meglio crearsi un ambiente “smoke-free”. Se vivete con fumatori, chiedete loro di non fumare negli spazi chiusi.

E le sigarette elettroniche?

Al momento non ci sono studi di lungo periodo per valutare con certezza l’impatto sulla salute delle sigarette elettroniche. Né si sa con certezza se possano essere davvero, come molti pensano, uno strumento temporaneo per chi punta a smettere del tutto. Uno studio pubblicato a gennaio ha dato qualche risultato positivo su un campione di persone che già avevano intenzione di smettere di fumare, ma si tratta comunque di percentuali molto basse. Solo il 20 per cento dei partecipanti ha poi smesso di fumare. L’80 per cento è semplicemente passato dal tabacco alla sigaretta elettronica. Ricercatori e medici invitano quindi alla cautela.

Attenzione: le informazioni contenute in questo articolo non costituiscono consigli medici. È sempre opportuno consultare il proprio medico di base per qualsiasi chiarimento in merito alla propria salute.

(Foto di Mathew MacQuarrie su Unsplash)