Le dichiarazioni del sindaco di Amatrice (Rieti), Sergio Pirozzi, sulla destinazione dei fondi raccolti grazie agli Sms solidali, hanno aperto una polemica che come al solito durerà per qualche giorno, per poi spegnersi progressivamente. Il problema di queste discussioni confuse, in cui è difficile capire chi ha ragione e chi ha torto perché ognuno dice cose parzialmente vere, è che si insinua il dubbio nelle persone che dietro iniziative come questa si nasconda sempre una qualche truffa.

Per quanto meno immediato di quanto ci si possa augurare, il sistema degli Sms solidali ha permesso di realizzare numerosi interventi in seguito ai terremoti che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni. Gli ideatori di questo sistema di finanziamento sono riusciti ad agire con grande efficacia dal lato della donazione (basta inviare un sms e vengono scalati 2 euro dal conto telefonico, un’operazione che chiunque è in grado di fare), mentre il meccanismo dell’assegnazione dei fondi ai vari progetti di ricostruzione è molto più lento e “burocratizzato”. I soldi raccolti dai gestori telefonici vengono trasferiti «su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato in favore della Protezione Civile, che poi li trasferirà alle regioni (in questo caso Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) dopo aver ricevuto l’autorizzazione del Comitato dei Garanti».

Prima di arrivare nei bilanci delle Regioni e dei Comuni, dunque, bisogna che il Commissario per la ricostruzione presenti dei progetti al Comitato dei garanti, che si deve riunire e approvarli. In tutto questo processo può passare anche molto tempo. Tanto che, per esempio, il sindaco di Arquata Del Tronto, Aleandro Petrucci, lamenta il fatto che ancora i soldi non si sono visti: «Con i proventi degli sms solidali, 2,1 milioni, dobbiamo ricostruire il municipio, ma finora non si è visto un euro, sui monti c’è la neve e non ho una lettera, un documento che mi consenta di avviare la progettazione e la gara d’appalto». Il progetto rientra tra quelli approvati all’ultima riunione del Comitato dei garanti, avvenuta il 17 luglio: «Per il territorio di Arquata del Tronto, si prevede la realizzazione, grazie alle donazioni, di una nuova sede comunale dotata di uffici e autorimessa per i mezzi». A oltre due mesi dall’approvazione, evidentemente i fondi non sono ancora stati sbloccati, il che è un problema per chi si trova a fare i conti con la quotidianità di un territorio gravemente danneggiato dal sisma.

Pirozzi però ha detto cose diverse, facendo passare il messaggio che, nonostante i soldi (circa 32 milioni di euro) non siano “spariti”, sarebbero stati destinati a territori che non ne hanno bisogno in quanto non interessati dal terremoto, o a interventi non urgenti come una fantomatica «pista ciclabile a Civitanova». Parlando con i giornalisti, Pirozzi ha detto che «fino a oggi sono arrivati i soldi della solidarietà degli italiani, per il resto la gestione degli sms è stata una cosa scandalosa perché ad Amatrice e Accumoli non è arrivato niente e questo è stato un grande sbaglio perché genera nelle persone la convinzione che nulla è vero». In effetti i due comuni citati non rientrano tra quelli previsti dal piano di intervento del Comitato dei garanti, ma questo, è la risposta della Protezione civile e dell’Ufficio speciale ricostruzione (Usr) del Lazio, perché risultano già destinatari di altri fondi, così si è deciso di destinare altrove quanto raccolto con gli Sms solidali. «Con i soldi dei cittadini non si scherza e nessun giochetto politico elettorale può giustificare polemiche – ha commentato l’Usr Lazio –. Tutti i contributi degli sms solidali del numero della Protezione Civile sono destinati a opere danneggiate dal sisma e a beneficio delle comunità locali». E ancora: «Poiché ad Amatrice e Accumoli le spese per le scuole erano già coperte, come del resto per tutte le altre spese, le risorse degli sms solidali sono state destinate per garantire la piena sicurezza di altre scuole danneggiate dal sisma in altri comuni frequentate da ragazzi, bambini e insegnanti».

Sulle scuole laziali, Pirozzi ha anche detto che è stato approvato un progetto per il comune di Collevecchio (Rieti), dove a suo dire «non hanno avuto danni e sono fuori dal cratere». A dire il vero una veloce ricerca su Google mostra invece che la scuola media di Collevecchio era stata dichiarata inagibile subito dopo il terremoto. Nulla di strano dunque se tra i progetti approvati rientri proprio la ricostruzione di tale istituto. In conclusione, ci sembra giusto tenere alta la guardia sulle grandi raccolte fondi e sulle iniziative di beneficenza in generale, dietro alle quali non si nascono sempre dinamiche trasparenti e buone intenzioni. In questo caso ci sembra però che la sensazione di sfiducia generata intorno agli Sms solidali sia immotivata, e possa solo nuocere ai territori che si affidano anche a iniziative come questa per sperare in una rapida ricostruzione.

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