Come trattare con i propri figli temi quali l’egoismo, il razzismo e il sessismo? Chiara Sabelli su Scienza in Rete recensisce un libro che prova a fornire alcuni consigli, con approccio scientifico.

Da quando è cominciata la pandemia un anno e mezzo fa, mia figlia che adesso ha tre anni, ha passato molto tempo a casa, mentre io e mio marito lavoravamo chiusi a turno in una stanza. Ci siamo divisi il tempo di cura e di lavoro equamente, e mio marito cucina e si occupa della casa forse più di quanto non faccia io. Eppure, quando è il mio turno di lavoro mia figlia si dispera e piangendo dice che non vuole che io lavori. Al contrario, quando è il turno di mio marito, lo accompagna alla scrivania e gli augura buon lavoro.

Nonostante la nostra attenzione nell’organizzazione della vita familiare, mia figlia ha evidentemente già aspettative diverse nei nostri confronti e capire come gestirle è tutt’altro che semplice. Per questo è stato un sollievo imbattersi nel libro appena pubblicato dalla giornalista scientifica Melinda Wenner Moyer, Come crescere bambini che non siano stronzi. Strategie per una genitorialità migliore basate sulle prove scientifiche (G.P. Putnam’s Sons, 352 pagine, 20 luglio 2021).

Wenner Moyer, che ha tenuto una colonna sulla genitorialità per la rivista online statunitense Slate e scrive regolarmente per il New York Times su questi temi, ha fatto un lavoro di ricerca della letteratura scientifica approfondito e ha intervistato numerosi esperti, sintetizzando e rendendo estremamente comprensibili risultati e pareri. La struttura del libro è particolarmente riuscita e rende la lettura agile e piacevole. Soprattutto, Wenner Moyer stabilisce subito un contatto con i genitori frustrati, raccontando le sue personali esperienze con i due figli, e traduce i risultati degli esperimenti condotti dagli scienziati in consigli pratici. Ognuno degli argomenti che tratta è estremamente rilevante, dall’egoismo fino al sessismo e al razzismo e credo che molti genitori che si pongono interrogativi su questi temi possano trovare riflessioni e risposte intelligenti e che vanno al di là di questioni morali o di norma sociale.

Il capitolo intitolato “Le ragazze non lo sanno fare. Come crescere bambini che non siano sessisti” chiarisce prima di tutto come i nostri figli distinguano il genere già da molto piccoli e perché questo accada. In una lunga conversazione con la psicologa Rebecca Bingler, che ha dedicato la sua ricerca a capire come i pregiudizi si sviluppano nei bambini, l’autrice discute degli esperimenti condotti negli ultimi quarant’anni che hanno mostrato, per esempio, che l’attenzione verso il genere deriva prima di tutto dal fatto che è una caratteristica che nominiamo sempre nel parlato. Per riferirci a qualcuno diremo più probabilmente “signore” o “signora” piuttosto che “persona” (e questo è ancora più frequente in lingue come l’italiano che raramente hanno termini neutri).

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(Foto di Vance Osterhout su Unsplash)

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