«La copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale». L’allarme è stato lanciato lunedì 5 ottobre dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi. Da qualche anno si sono infatti diffusi tra la gente timori e sospetti in merito alla vaccinazione dei bambini, che hanno portato un numero crescente di famiglie a non sottoporre i propri bambini a questa importante misura sanitaria. In particolare, gira da molti anni la voce che il vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia) sia in qualche modo correlato all’insorgenza dell’autismo. Come abbiamo spiegato in passato su ZeroNegativo, questa correlazione è frutto di una ricerca pubblicata nel 1998, subito smentita dalla comunità scientifica e ritirata da ogni fonte di informazione (compresa la rivista che la pubblicò all’epoca). Eppure la paura ha attecchito, nonostante sia appurato che i rischi per la salute dei bambini sono quasi nulli nel caso si vaccinino, mentre salgono esponenzialmente nel caso non lo facciano.

Oltre a essere esposto a malattie che si consideravano debellate, la persona non vaccinata è essa stessa un rischio per gli altri. Per vari motivi ci sono infatti molti soggetti che non possono essere vaccinati, a causa di allergie specifiche, oppure di altre patologie incompatibili, oppure perché si tratta di bambini che hanno meno di un anno, o ancora nel caso di soggetti in cui i vaccini non diano luogo a una risposta immunitaria in grado di proteggerlo da un futuro contatto con il virus. La soglia oltre le quali la collettività si può considerare protetta da una certa malattia è il 90 per cento. L’Italia, scrive Ricciardi, è al limite e in continuo peggioramento: «I dati dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicati dal Ministero della Salute indicano, infatti, un tasso di vaccinazioni al di sotto degli obiettivi minimi previsti dal precedente piano. Scendono, infatti, al di sotto del 95 per cento le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura del 86 per cento, diminuendo di oltre 4 punti percentuali».

I rischi di questa deriva si sono palesati recentemente negli Stati Uniti, quando nel 2014 in California si è verificata un’epidemia di morbillo, contratto da persone che avevano visitato a gennaio il parco di divertimenti Disneyland ad Anaheim. In California le vaccinazioni contro il morbillo erano in diminuzione negli ultimi anni, e si sono quindi create le condizioni per la diffusione della malattia. Secondo l’Oms, nel 2013 ci sono state 145.700 morti nel mondo dovute al morbillo, che nonostante i progressi della medicina è ancora una delle più gravi cause di decesso per i bambini. Il vaccino, scrive l’Oms, è in uso ormai da cinquant’anni e viene descritto come «sicuro, efficace ed economico». Costa circa un dollaro immunizzare un ragazzo contro il morbillo. Una cifra irrisoria, soprattutto se paragonata ai danni che può evitare.

Per chiudere, riportiamo l’appello di Ricciardi agli operatori sanitari, affinché si dimostrino sempre chiari e preparati sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini. Si può accettare che sul web la confusione tra informazione e disinformazione crei mostri e mistificazioni, ma un professionista non deve avere esitazioni nel momento in cui viene consultato da parte delle famiglie: «È necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali. È inammissibile che un operatore sanitario pubblico, in scienza e coscienza, possa avanzare dubbi sull’efficacia e sull’opportunità dei vaccini, di un atto che ha anche un valore etico per la tutela della salute pubblica. In questo senso è necessaria una nuova alleanza tra medici, operatori sanitari, ricercatori e industria per evitare che il patrimonio di salute pubblica conquistato in anni di campagne vaccinali vada disperso».

Fonte foto: flickr

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