morbillo
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Dopo numerosi allarmi lanciati come reazione alle campagne “anti vaccinazione”, arrivano i dati a confermare che il problema sussiste: nel 2013 è calata la percentuale di bimbi a cui sono state somministrate le vaccinazioni obbligatorie in Italia. A dirlo sono i dati del Ministero della salute, pubblicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), e la conferma del potenziale pericolo di questa tendenza arriva dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), che ha richiesto un incontro urgente col ministro Beatrice Lorenzin. Una nota dell’Iss, pubblicata già a settembre 2014 a commento dei risultati delle ricerche, esprimeva le considerazioni dell’istituto: «Il mantenimento di Cv [coperture vaccinali, ndr] elevate è fondamentale per proteggere la popolazione contro importanti malattie infettive, prevenire epidemie e evitare che si ripresentino malattie che sono state eliminate in Italia. È con preoccupazione quindi che si nota, confrontando le coperture attuali con quelle degli anni precedenti, una flessione delle coperture medie nazionali per quasi tutte le vaccinazioni, con valori che raggiungono il livello più basso degli ultimi 10 anni».

Il documento diffuso l’anno scorso dal Ministero illustra la tendenza di tutti i tipi di vaccinazione. In particolare, le vaccinazioni su cui l’Iss esprime maggiore preoccupazione sono quelle per parotite, rosolia e morbillo, in calo in tutte le regioni, e questo «nonostante sia in corso un Piano nazionale che prevede di raggiungere l’eliminazione del morbillo e della rosolia entro il 2015. Alla luce di questi dati è evidente che l’obiettivo di eliminazione non potrà essere conseguito nei tempi previsti, poiché per interrompere la circolazione del morbillo è necessario raggiungere coperture vaccinali del 95 per cento sia a livello nazionale che regionale e di Asl».

Da qui la necessità di capire i motivi di questa inversione di tendenza: «L’andamento in netta diminuzione delle coperture a 24 mesi non può essere ignorato anche alla luce delle recenti recrudescenze di malattie ritenute sotto controllo o eliminate. È fondamentale quindi indagare a fondo i motivi di questo fenomeno (errata percezione nella popolazione dell’importanza delle vaccinazioni, effetto della incessante campagna mediatica in atto contro le vaccinazioni da parte dei cosiddetti anti-vaccinatori?)».

La questione è arrivata recentemente sugli schermi cinematografici grazie al film Hungry Hearts, di Saverio Costanzo, in cui una coppia di genitori decide di tenere il figlio a distanza dai regimi di alimentazione standard e dalla medicina “ufficiale”, vaccini compresi. Il film si trasforma presto in un thriller incentrato sugli eccessi protettivi della madre, che finiscono per ripercuotersi sulla salute del bambino. Al di là della finzione, anche la realtà presenta casi molto evidenti dei rischi relativi a una diminuzione della percentuale dei vaccinati.

Negli Stati Uniti il livello di contagio del morbillo è tornato ai livelli degli anni ’60, dopo un periodo in cui la malattia era in costante regressione. Si parla di oltre 600 casi nel 2014, mentre dal 2001 erano stati spesso sotto i 100, e comunque non avevano mai raggiunto i 200. Un’epidemia è stata registrata in alcuni Stati, probabilmente iniziata a causa della visita a Disneyland di una donna ammalata di morbillo e contagiosa, che ha infettato le molte persone non vaccinate presenti quel giorno.

Andando più indietro nel tempo, si incontra la lettera molto toccante dello scrittore inglese Roald Dahl (autore, tra gli altri, de La fabbrica di cioccolato), che nel 1962 perse la figlia di sette anni a causa di un’encefalite contratta mentre aveva il morbillo. «Oggi ogni famiglia ha a disposizione un vaccino valido e sicuro – scriveva Dahl nel 1988 –: tutto quello che dovete fare è chiedere al vostro medico di somministrarlo. Ancora oggi le persone non pensano che il morbillo sia una malattia pericolosa. Ma lo è, credetemi». Purtroppo le complicazioni dovute alle malattie dell’infanzia sono molte e talvolta pericolose. Al contrario, i rischi legati alla somministrazione dei vaccini sono quasi inesistenti, nonostante le sedicenti campagne di “contro informazione” affermino il contrario. Speriamo che il Ministero metta in atto un piano d’emergenza per mettere al sicuro la salute dei più piccoli.

 

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