In questi giorni sui media sono circolate due notizie piuttosto allarmanti e confuse in tema di salute: la presunta azione cancerogena dell’olio di palma e le dichiarazioni del dj Red Ronnie a proposito dei vaccini. Prima di trarre facili conclusioni, meglio analizzare con calma i dati a disposizione. Due ottimi articoli di Emaniele Menietti mettono in fila alcune informazioni su entrambe le questioni, che nel caso dell’olio di palma sono ancora poche. Con i vaccini c’è invece da stare molto attenti a dare credito a teorie “complottiste” che li vedono come fonte di danno per la salute.

Partiamo dalla prima notizia in ordine di tempo, ossia uno studio di Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che prende in considerazione i cosiddetti “contaminanti da processo”, quelle sostanze che si formano durante la lavorazione ad alte temperature di molti olii vegetali prodotti su scala industriale. Si tratta di un documento molto lungo e molto tecnico, essendo rivolto agli addetti ai lavori e non alla collettività. Nonostante questo, la stampa ha preso spunto per costruire articoli che mettono in allerta sulla presunta azione cancerogena dell’olio di palma, da qualche tempo il più demonizzato degli olii vegetali. Va detto che di certo non si tratta del più raffinato degli olii, e anzi ha più caratteristiche in comune col burro che con altri derivati vegetali. È infatti molto ricco di grassi saturi, il che lo rende più denso e quindi ideale per prodotti che devono mantenere consistenza e fragranza. Per questo motivo bisogna limitarne il consumo (proprio come si fa col burro) per evitare i problemi associati a questo tipo di grassi (rischi cardiovascolari, colesterolo, obesità, diabete).

Per quanto riguarda i contaminanti da processo, gli studi effettuati finora non sono in grado di stabilire una correlazione tra il loro consumo e l’insorgenza di tumori (e infatti l’Efsa non lo scrive), che notoriamente sono generati da un insieme di fattori. Le campagne contro l’olio di palma, anche da parte di grandi catene di supermercati, sono quindi da interpretare soprattutto come strategie di marketing volte a cavalcare la diffidenza generale verso questo tipo di olio. Stando ai dati raccolti fin qui non c’è alcuna certezza che esso sia più dannoso di altri. Resta dunque valido l’avvertimento di consumarne con moderazione, per quanto si diceva più su in merito ai grassi saturi.

L’altro argomento che ha generato grande agitazione è stato l’intervento di Red Ronnie durante la trasmissione Virus, in onda giovedì 12 maggio su Rai2. Il dj ha sostenuto come sia «assurdo» obbligare i bambini (o meglio le loro famiglie) a essere vaccinati, in quanto il nostro sistema immunitario sarebbe in grado da solo di intervenire su qualsiasi minaccia esterna. Invece di ricorrere alla medicina, ha proseguito il dj, la salute si può tutelare con un altro strumento: l’alimentazione (vegana nel suo caso). Si tratta di teorie che non hanno fondamento scientifico e che vanno prese con molta cautela. Le loro conseguenze sono infatti reali, soprattutto se una certa quantità di persone decide di non vaccinare i propri figli, mettendo così a rischio la loro salute e quella delle persone che stanno loro attorno. Bisogna infatti ricordare che ci sono persone che non possono vaccinarsi, per questioni allergiche o di altro tipo, e dunque la loro protezione è costituita dal fatto che tutti gli altri siano vaccinati, in modo che i virus più pericolosi non possano circolare.

Su ZeroNegativo ci siamo occupati più volte di smentire presunte correlazioni tra il vaccino trivalente e l’insorgenza di patologie quali l’autismo. Si tratta di una diceria generata da uno studio pseudoscientifico fasullo, smentito dalla stessa rivista che lo pubblicò. È particolarmente grave che teorie come queste trovino spazio sulla televisione pubblica, soprattutto se a pronunciarle è qualcuno abituato a fare televisione, che quindi parla una lingua semplice e immediata, con un messaggio che arriva immediatamente al telespettatore. Molto più difficile comunicare la complessità dei dati scientifici.

Fonte foto: flickr